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LENINISMO E NEOLENINISMO Il difetto maggiore di Lenin è stato quello di aver concesso alla politica un primato ingiustificato rispetto a quello che deve avere l'essere umano. Lenin superò il primato che Marx concesse all'economia, ma non riuscì a porre l'essere umano al di sopra della politica, anche se di questo problema egli era consapevole (e in maniera drammatica nell'ultimo periodo della sua vita). Se l'avesse fatto in maniera organica, coerente, non avrebbe avuto paura di evidenziare i pregiudizi di Marx nei confronti della classe contadina o le sue ingenuità nei confronti della prassi rivoluzionaria (che considerava come esito inevitabile dello scoppio delle contraddizioni economiche). L'essere umano non può essere sottomesso ad alcuna legge né ad alcuna scienza. E quando si parla di "essere umano" bisogna intendere l'uomo in generale e non soltanto l'appartenente a una classe particolare. I conflitti di classe che si sperimentano nella vita borghese non possono essere affrontati solo in maniera politica. * * * Il più grande torto che si possa fare al leninismo, che fu essenzialmente un'esperienza politico-rivoluzionaria, è quello di servirsi delle sue acquisizioni teorico-politiche per interpretare schematicamente il presente: il che porterebbe a una scelta non meno riduttiva della strategia d'azione. Come non rendersi conto che il leninismo fu un'applicazione assolutamente creativa e originale del tradizionale marxismo? Il leninismo non era implicito nel marxismo, o comunque, se lo era, occorreva una cultura non occidentale per farlo emergere in maniera così esaltante. E come non rendersi conto che se veramente si desidera una società democratica e socialista bisogna applicare le acquisizioni del leninismo in una maniera non meno creativa? Cioè in una maniera che difficilmente potrà nascere nell'ambito della cultura occidentale e che molto probabilmente nascerà da quella stessa cultura euro-orientale che ha generato il leninismo. Al marxismo occidentale, infatti, manca la fondamentale determinazione della prassi rivoluzionaria. Il marxismo occidentale oscilla continuamente fra la teoria astratta di Scilla e l'estremismo settario di Cariddi. Tutto l'opportunismo della socialdemocrazia riformista appartiene al primo gruppo. Il resto appartiene sostanzialmente ai terroristi oppure a formazioni numericamente esigue. Ciò che i gruppi, che si rifanno al marx-leninismo, non riescono assolutamente a capire, è che l'originalità di un "neoleninismo" non può scaturire che da un costante rapporto con la realtà concreta: un rapporto "pratico", di affronto sistematico del bisogno e di denuncia delle ingiustizie sociali. Cercare di applicare alla realtà propri schemi precostituiti è quanto di più assurdo si possa compiere in nome del leninismo. Fare la fatica di misurarsi con le contraddizioni del presente e proporre nuovi criteri risolutivi - questo è il compito del moderno leninismo. A tutt'oggi solo la perestrojka di Gorbaciov è riuscita nell'impresa, ma perché ciò venga considerato fattibile per tutta la società, occorre che diventi patrimonio comune della mentalità collettiva. Per realizzarsi, la perestrojka ha bisogno della maturità collettiva di una forte democrazia, che è la cosa più difficile di questo mondo. |
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Enrico Galavotti
- Homolaicus -
Sezione Teorici |