


Vladimir Lenin 
(1918)




"Democrazia" e Dittatura

  



Scritto a Mosca il 23 dicembre 1918
Pubblicato sulla Pravda n2 del 3 gennaio 1919




  
I pochi numeri della berlinese Die Rote Fahne e del viennese Der Veckruf, organo 
del Partito comunista dell'Austria tedesca, pervenuti a Mosca, ci mostrano che i 
veri rappresentanti dei proletari rivoluzionari di Germania e d'Austria dnno la 
risposta che si meritano ai traditori del socialismo, che hanno sostenuto la 
guerra dei predoni imperialisti, a tutti questi Scheidemann, Ebert, Austerlitz e 
Renner. Salutiamo calorosamente questi due organi di stampa. 
Oggi la questione principale della rivoluzione, sia in Germania che in Austria, 
 senza dubbio la seguente: Assemblea costituente o potere dei Soviet? Tutti i 
rappresentanti della fallita II Internazionale, da Scheidemann a Kautsky, sono 
favorevoli all'Assemblea costituente e affermano che il loro punto di vista  
una difesa della "democrazia" (Kautsky  persino arrivato a parlare di 
"democrazia pura"), in opposizione alla dittatura. Ho analizzato ampiamente le 
posizioni di Kautsky in un opuscolo apparso recentemente a Mosca e a 
Pietrogrado: La rivoluzione proletaria e il rinnegato Kautsky. Tenter qui di 
esporre concisamente la sostanza della questione controversa, che si pone oggi 
praticamente all'ordine del giorno in tutti i paesi capitalistici progrediti. 
Gli Scheidemann e i Kautsky parlano di "democrazia pura" o di "democrazia" in 
generale per ingannare le masse e per nascondere loro il carattere borghese 
della democrazia attuale. Continui la borghesia a detenere nelle sue mani tutto 
l'apparato del potere statale, continui un pugno di sfruttatori a servirsi della 
vecchia macchina statale borghese! Va da s che la borghesia si compiace di 
definire "libere", "eguali", "democratiche", "universali" le elezioni effettuate 
in queste condizioni, poich tali parole servono a nascondere la verit, servono 
a occultare il fatto che la propriet dei mezzi di produzione e il potere 
politico rimangono nelle mani degli sfruttatori e che  quindi impossibile 
parlare di effettiva libert, di effettiva eguaglianza per gli sfruttati, cio 
per la stragrande maggioranza della popolazione. Per la borghesia  vantaggioso 
e necessario nascondere al popolo il carattere borghese della democrazia 
attuale, presentare questa democrazia come una democrazia in generale o come una 
"democrazia pura", e gli Scheidemann, nonch i Kautsky, ripetendo queste cose, 
abbandonano di fatto le posizioni del proletariato e si schierano con la 
borghesia. 
Marx ed Engels, quando hanno redatto insieme per l'ultima volta (nel 1872) la 
prefazione al Manifesto comunista, hanno ritenuto di dover richiamare 
l'attenzione degli operai sul fatto che il proletariato non pu limitarsi a 
prendere possesso della macchina statale gi pronta (cio borghese) e a metterla 
in moto per i propri fini, ma deve invece spezzarla, distruggerla. Il rinnegato 
Kautsky ha scritto tutto un opuscolo sulla Dittatura del proletariato, 
nascondendo agli operai questa fondamentale verit marxista, snaturando 
l'essenza del marxismo, e si pu capire che gli elogi intessuti all'opuscolo dai 
signori Scheidemann e soci siano pienamente meritati, in quanto elogi prodigati 
dagli agenti della borghesia nei confronti di chi passa dalla parte della 
borghesia. 
Parlare di democrazia pura, di democrazia in generale, di uguaglianza, libert, 
universalit, mentre gli operai e tutti i lavoratori vengono affamati, 
spogliati, condotti alla rovina e all'esaurimento non solo dalla schiavit 
salariata capitalistica, ma anche da quattro anni di una guerra di rapina, 
mentre i capitalisti e gli speculatori continuano a detenere la "propriet" 
estorta e l'apparato "gi pronto" del potere statale, significa prendersi gioco 
dei lavoratori e degli sfruttati. Significa rompere bruscamente con le verit 
fondamentali del marxismo, il quale ha detto agli operai: voi dovete utilizzare 
la democrazia borghese come un immenso progresso storico rispetto al 
feudalesimo, ma non dovete nemmeno per un istante dimenticare il carattere 
borghese di questa "democrazia", la sua natura storicamente condizionata e 
limitata, non dovere condividere la "fede superstiziosa" nello "Stato", non 
dovere scordare che lo Stato, persino nella repubblica pi democratica, e non 
soltanto in regime monarchico,  soltanto una macchina di oppressione di una 
classe su di un'altra classe. 
La borghesia  costretta a fare l'ipocrita e a chiamare "potere di tutto il 
popolo" o democrazia in generale o democrazia pura la repubblica democratica 
(borghese), che  di fatto la dittatura della borghesia, la dittatura degli 
sfruttatori sulle masse lavoratrici. Gli Scheidemann e i Kautsky, gli Austerlitz 
e i Renner (oggi aiutati, purtroppo, da Friedrich Adler) confermano questa 
menzogna e quest'ipocrisia. Ma i marxisti, i comunisti, la denunciano e rivelano 
agli operai e alle masse lavoratrici la pura e semplice verit: di fatto, la 
repubblica democratica, l'Assemblea costituente, il suffragio universale, ecc. 
sono la dittatura della borghesia, e per emancipare il lavoro dall'oppressione 
del capitale non c' altra via che la sostituzione di questa dittatura con la 
dittatura del proletariato. Solo la dittatura del proletariato pu emancipare 
l'umanit dall'oppressione del capitale, dalla menzogna, dalla falsit, 
dall'ipocrisia della democrazia borghese, che  la democrazia per i ricchi, e 
instaurare la democrazia per i poveri, cio rendere effettivamente accessibili 
agli operai e ai contadini poveri i benefici della democrazia, che restano oggi 
(pesino nella repubblica - borghese - pi democratica) inaccessibili di fatto 
alla stragrande maggioranza dei lavoratori. 
Prendiamo, ad esempio, la libert di riunione e la libert di stampa. Gli 
Scheidemann e i Kautsky, gli Austerlitz e i Renner cercano di far credere agli 
operai che le attuali elezioni per l'Assemblea costituente in Germania e in 
Austria si svolgono "democraticamente".  una menzogna, perch i capitalisti, 
gli sfruttatori, i grandi proprietari fondiari e gli speculatori detengono di 
fatto i nove decimi delle migliori sale di riunione, i nove decimi delle 
provviste di carta, delle tipografie, ecc. L'operaio nelle citt, il salariato 
agricolo e il giornaliero nelle campagne sono di fatto estraniati dalla 
democrazia sia mediante il "sacrosanto diritto di propriet" (tutelato dai 
signori Kautsky e Renner, ai quali si  unito, purtroppo, anche Friedrich Adler) 
sia mediante l'apparato borghese del potere statale, cio mediante i funzionari 
borghesi, i giudici borghesi, ecc. L'odierna "libert di riunione e di stampa" 
nella repubblica "democratica" (democratica borghese) tedesca  una menzogna e 
un'ipocrisia, perch  di fatto la libert per i ricchi di comprare e corrompere 
la stampa, la libert per i ricchi di intossicare il popolo con le menzogne dei 
giornali borghesi, la libert per i ricchi di avere in "propriet" particolari 
dimore, i migliori edifici, ecc. La dittatura del proletariato toglier ai 
capitalisti, a vantaggio dei lavoratori, queste dimore, i migliori edifici, le 
tipografie, i depositi di carta. 
Questo significher sostituire alla democrazia "universale", "pura", la 
"dittatura di una classe": strepitano gli Scheidemann e i Kautsky, gli 
Austerlitz e i Renner (insieme con i loro confratelli all'estero, i Gompers, 
Henderson, Renaudel, Vandervelde e soci). 
Non  vero, replichiamo noi. Questo significher sostituire alla dittatura di 
fatto della borghesia (ipocritamente mascherata nelle forme della repubblica 
democratica borghese) la dittatura del proletariato. Questo significher 
sostituire alla democrazia per i ricchi la democrazia per i poveri. Questo 
significher sostituire alla libert di riunione e di stampa per una minoranza, 
per gli sfruttatori la libert di riunione e di stampa per la maggioranza della 
popolazione, per i lavoratori. Sar questa un'estensione gigantesca, 
storico-mondiale, della democrazia, la trasformazione della democrazia da 
menzogna a verit, l'emancipazione dell'umanit dai vincoli del capitale, che 
snatura e respinge ogni democrazia borghese, persino la pi "democratica" e 
repubblicana. Questo significher sostituire allo Stato borghese lo Stato 
proletario, unica via per giungere all'estinzione dello Stato in generale. 
Ma perch non si potrebbe conseguire quest'obiettivo senza la dittatura di una 
classe? Perch non si potrebbe passare direttamente alla democrazia "pura"? - 
domandano gli ipocriti amici della borghesia o gli ingenui piccoli borghesi 
filistei ingannati da essa. 
Perch in ogni societ capitalistica, rispondiamo noi, la funzione determinante 
pu spettare soltanto alla borghesia o al proletariato, mentre i piccoli 
proprietari restano inevitabilmente dei sognatori esitanti, impotenti e 
sciocchi, che fantasticano di una democrazia "pura", cio di una democrazia che 
sta al di fuori o al di sopra delle classi. Perch soltanto la dittatura della 
classe oppressa permette di uscire da una societ nella quale una classe ne 
opprime un'altra. Perch soltanto il proletariato  capace di vincere e di 
abbattere la borghesia, in quanto  l'unica classe unificata ed "educata" dal 
capitalismo e capace di trascinare con s le masse esitanti dei lavoratori che 
vivono come piccoli borghesi o, quanto meno, di "neutralizzarle". Perch 
soltanto i dolciastri piccoli borghesi e filistei possono sognare, ingannando se 
stessi e gli operai, di rovesciare il giogo del capitale senza un'azione lunga e 
difficile per schiacciare la resistenza degli sfruttatori. In Germania e in 
Austria questa resistenza non si  ancora manifestata apertamente, perch in 
questi paesi non  ancora incominciata l'espropriazione degli espropriatori. Ma, 
quando l'espropriazione sar cominciata, questa resistenza si far disperata, 
furibonda. Nascondendolo a se stessi e agli operai, gli Scheidemann e i Kautsky, 
gli Austerlitz e i Renner tradiscono gli interessi del proletariato, passano nel 
momento decisivo dalle posizioni della lotta di classe per abbattere il giogo 
della borghesia alle posizioni dell'intesa tra il proletariato e la borghesia, 
alle posizioni della "pace sociale" e della riconciliazione tra gli sfruttatori 
e gli sfruttati. 
Le rivoluzioni sono le locomotive della storia, diceva Marx [1]. Le rivoluzioni 
educano in fretta. Gli operai delle citt, i salariati agricoli delle campagne 
capiranno presto in Germania e in Austria il tradimento del socialismo operato 
dagli Scheidemann e dai Kautsky, dagli Austerlitz e dai Renner. Il proletariato 
respinger lontano da s questi "socialtraditori", socialisti a parole, 
traditori del socialismo nei fatti, come ha gi respinto la Russia questi stessi 
piccoli borghesi e filistei, i menscevichi e i "socialisti-rivoluzionari". Il 
proletariato vedr - tanto pi presto quanto pi completa sar la dominazione 
dei suddetti "capi" - che il solo modo di aprire la strada al socialismo sar 
quello di sostituire allo stato borghese, fosse anche la repubblica borghese pi 
democratica, uno Stato del tipo della Comune di Parigi (di cui ha tanto parlato 
Marx, travisato e tradito dagli Scheidemann e dai Kautsky) o uno Stato del tipo 
dei Soviet. La dittatura del proletariato emanciper l'umanit dal giogo del 
capitale e dalle guerre. 
 
Note
1. Si veda Karl Marx, Le lotte di classe in Francia dal 1848 al 1850. 
  

