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CHARLES-LOUIS DE SECONDAT
BARONE DI LA BREDE E DI MONTESQUIEU
1689-1755

I - II - III

Se conoscessi qualcosa di utile alla mia nazione ma dannoso a un'altra, non la proporrei al mio principe perché sono uomo prima di essere francese, o, meglio, perché sono necessariamente uomo, e francese soltanto per caso. Se sapessi qualcosa che giovasse alla mia patria e nuocesse all'Europa, oppure che fosse utile all'Europa ma pregiudizievole per il genere umano, lo considererei come un delitto. (Montesquieu)
  • 1689 Nasce Charles Montesquieu a Bordeaux. E' battezzato nella chiesa parrocchiale, padrino un mendicante di nome Carlo. Appartiene a una antica famiglia di magistrati. Nelle sue terre si produceva soprattutto vino.
  • 1696 Muore sua madre.

  • 1700 -1705 Compie gli studi classici al collegio di Juilly presso Meaux, tenuto dagli Oratoriali.
  • 1705-1708 Studia il diritto a Bordeaux, laureandosi in legge il 12 agosto 1708.
  • 1708 E' iscritto nell’albo degli avvocati del Parlamento di Bordeaux.
  • 1709 Si reca a Parigi per continuarvi gli studi giuridici.
  • 1711 Scrive un saggio De la damnation éternelle des Païens, andato perduto, in cui dimostra che gli antichi filosofi non meritano la condanna eterna.
  • 1713 Ritorna a Bordeaux dove il 15 novembre muore il padre.
  • 1714 Diventa consigliere al Parlamento di Bordeaux.
  • 1715 Sposa, nella parrocchia di S. Michele a Bordeaux, Jeanne de Lantigue, protestante.
  • 1716 Viene nominato accademico ordinario dell’Accadémie des Sciences, Lettres et Arts di Bordeaux, su proposta di Joseph de Navarre. Nel maggio muore un suo zio che gli lascia in eredità il titolo, i beni e la carica di président à mortier (presidente di sezione) del Parlamento di Bordeaux. Legge all’Accademia di Bordeaux una Dissertation sur la politique des Romains dans la religion e un discorso Sur le système des idées
  • 1717 Scrive un Essai sur la différence des génies che sarà poi fuso nell’Essai sur les causes.
  • 1718 Legge all’Accademia di Bordeaux un discorso Sur la cause de l’écho, uno Sur le guy; seguono un discorso Sur la mousse des chênes e uno Sur les plates qui peuvent servir à la nourriture e uno Sur l’usage des glades rénales.
  • 1719 Scrive un Projet d’une histoire physique de la terre ancienne et moderne, sorta di manifesto in cui invita gli scienziati di tutto il mondo a comunicargli tutte le osservazioni raccolte.
  • 1720 Pronunzia all’Accademia un discorso Sur la cause de la pésanteur des corps e un altro Sur la cause de la trasparence des corps.
  • 1721 Legge all’Accademia delle Observations sur l’histoire naturelle. Pubblica anonimo ad Amsterdam per i tipi di Jacques Desbordes – ma con falsa indicazione Cologne, chez Pierre Marteau – le Lettres Persanes. Il successo è immediato.
  • 1722 Prende alloggio a Parigi in rue Saint Dominique dove d’ora in poi si recherà sovente a soggiornare.
  • 1723 Nell’agosto torna a Bordeaux. Discorso all’Accademia sul tema S’il a dans l’univers du mouvement absolu ou si tout n’est que relatif (perduto).
  • 1724 A Parigi. Pubblica il Temple de Gnide nella “Bibliotèque française” d'argomento galante ed erotico; scrive il Dialogue de Sylla et d’Eucrate, le Considerations sur les richesses de l’Espagne.
  • 1725 Soggiorna a Bordeaux, poi a Parigi. Alla fine di marzo esce in edizione a sé il Temple de Gnide. Legge all’Accademia di Bordeaux il Traité des Devoirs, il saggio De la considération et de la réputation e pronunzia un Discours sur l’équité qui doit régler les jugements et l’exécution des lois, e un Discours sur les motif qui doivent nous encourager aux sciences.
  • 1726 Parigi e Bordeaux. Cede a titolo provvisorio la sua carica di presidente à mortier per 5000 franchi annui a Jean-Baptiste d’Albessard. Pronunzia all’Accademia l’Eloge du duc de la Force.
  • 1727 A Parigi. Nascita della figlia prediletta.
  • 1728 E' eletto membro dell’Accadémie française. Parte per una serie di viaggi in Europa: Vienna, Venezia, Olanda, Milano, Torino, Genova, Pisa, Firenze.
  • 1729 Arriva a Roma, poi va a Napoli. Soggiorna di nuovo a Roma. Poi va in Germania, Olanda, parte dall’Aja per l’Inghilterra.
  • 1730 Soggiorno in Inghilterra. E' iniziato alla massoneria. Diventa membro dell’Accademia delle Scienze di Londra.
  • 1731 Ritorna in Francia. All’Accademia di Bordeaux tiene un discorso Sur le son, presenta una Description de deux fontaines de Hongrie qui convertissent le fer en cuivre e una Mémoire sur le mines d’Allemagne.
  • 1732 Legge all’Accademia di Bordeaux una memoria sulla Sobriété des habitantes de Rome comparée à l’intempérance des anciens Romains. Esprime la sua simpatia per il senato romano e per le virtù repubblicane, amando paragonarsi a Cicerone, che si oppose a Cesare.
  • 1733 Fa stampare ad Amsterdam le Considérations sur la cause de la grandeur des Romains et de leur décadence e probabilmente le Réflexion sur la Monarchie Universelle. Nell'opera sulla grandezza e la decadenza dei Romani, Montesquieu riconosce le cause della grandezza dei Romani nell'amore della libertà, del lavoro e della patria, in cui erano allevati sin dall'infanzia; e le cause della loro decadenza nell'eccessivo ingrandimento dello stato, nelle guerre lontane, nell'estensione del diritto di cittadinanza, nella corruzione dovuta all'introduzione del lusso asiatico, nella perdita della libertà sotto l'impero.
  • 1734 Viene letto, in sua assenza, all’Accademia di Bordeaux un discorso Sur la formation et le progrès des idées, perduto. Escono le Consideration sur… les Romains, pubblicate ad Amsterdam da Jacques Desbordes. L'opera, che deve molto a Machiavelli e al sensismo politico inglese, è un modello di filosofia della storia tesa a identificare cause umane e naturali del processo storico, contro il provvidenzialismo della storiografia precedente. Scrive anche l’Eloge du maréchal de Berwich.
  • 1739 Presenta due memorie all’Accademia di Bordeaux : Si l’air que nous respirons passe dans le sang e Froideur et chaleur des eaux minérales.
  • 1741 Menziona per la prima volta l’Esprit des Lois in una lettera del 20 dicembre all’amico Barbot.
  • 1742 Scrive Arsace et Isménie (pubblicato solo nel 1783).
  • 1745 Legge l’Esprit des Lois a Bordeaux al Barbot, al Gusco e al figlio. Esce il Dialogue de Sylla et d’Eucrate sul "Mercure de France".
  • 1746 E' eletto membro dell’Accademia delle Scienze di Berlino.
  • 1747 E' a Luneville alla corte di Stanislao di Polonia. Manda a Ginevra parte dell’Esprit des Lois per la stampa, tramite Pierre Mussard consigliere di Stato di Ginevra. Sottopone al giudizio di Helvétius una parte dell’opera, ne è vivamente criticato.
  • 1748 Nel marzo finisce il libro XXVIII dell’Esprit des Lois. Vende la carica di consigliere al Parlamento di Bordeaux. Vende quella di presidente à mortier. Finisce i libri XXX e XXXI e nel settembre esce l’Esprit des Lois. Dopo quindici anni di lavoro l'opera è completata.
  • 1749 Esce un’edizione riveduta dell’Esprit des Lois. Il successo dell'opera sarà enorme: ventidue edizioni in due anni.
  • 1750 Pubblica a Ginevra la Défense de l’Espri des Lois seguita dagli Eclaircissement contro le violente critiche, soprattutto da parte giansenista e gesuita. Redige il suo testamento.
  • 1751 E' eletto membro all’Accademia di Nancy, alla quale invia il saggio Lysimaque. L’Esprit des Lois è messo all’Indice, dopo essere stato condannato dalla Sorbona. Scrive il Cinquième Mémoire sur les mines e le Remarques sur certaines ojections.
  • 1752 All’Accademia di Bordeaux legge una memoria su Le génie des differentes langues.
  • 1753 Scrive l’Essai sur le goût, destinato all’Encyclopédie, rimasto incompiuto.
  • 1754 Esce l’edizione definitiva delle Lettres Persanes con un Supplément di undici lettere.
  • 1755 Muore a Parigi. Una buona parte della sua opera, non sistemata al momento della morte, fu conosciuta molto più tardi: è il caso di I miei pensieri, pubblicati nel 1899, delle Note di viaggio e delle Lettere, alcune delle quali apparvero addirittura nel 1941.

Lo Spirito delle Leggi - Brani tratti dallo Spirito delle Leggi

Lettere persiane (Lettres persanes), romanzo epistolare del 1721 apparso anonimo ad Amsterdam, ma di cui tutti avevano individuato l'autore. Quest'opera aprì a Montesquieu le porte dei salotti parigini, che egli frequentò assiduamente fino al 1725.

La trama narra di due giovani persiani (il gran signore Usbek è lo stesso Montesquieu) in viaggio per la Francia, tra il 1712 e il 1720, che scrivono delle lettere ai loro corrispondenti iraniani, facendo una satira dei costumi (vita di corte, divorzio, schiavitù, demografia, forme di governo...) e delle istituzioni politiche francesi, e colpendo in particolare l'oscurantismo religioso e l'assolutismo monarchico di Luigi XIV, ma anche l'Accademia Francese, la giustizia (si rimarca l'ignoranza dei magistrati), il sistema finanziario (a Versailles si era sfiorata la bancarotta...). L'ovvio e il quotidiano, per noi occidentali, diventano l'assurdo e il grottesco e il lettore viene abituato all'ottica del relativismo culturale: la Francia e l'Europa non sono più il centro, ma solo un angolo del mondo.

A questo tema si incrociano le vicende riguardanti il serraglio lasciato da Usbek in oriente: durante la sua assenza infatti, le donne lasciate alla custodia di un eunuco negro si ribellano, e gli ordini sempre più rigorosi mandati da Usbek le irritano ancora di più. La favorita Roxane che sembrava essere rimasta fedele al padrone assente, diventa l'animatrice del complotto. Sapendosi perduta, prima di avvelenarsi scrive una lettera a Usbek: è l'ultima lettera della raccolta, una appassionata apologia della libertà.

Nell'opera confluiscono due mode letterarie allora in voga: le relazioni documentarie su paesi stranieri, e le impressioni di immaginari stranieri ignoranti sugli usi e costumi del tempo. Quest'ultimo accorgimento permetteva di esprimere critiche e stupori sulla struttura sociale e politica del proprio paese. Il successo delle Lettere persiane fu strepitoso.

Fonti

La critica


Web Homolaicus

Enrico Galavotti - Homolaicus - Sezione Teorici
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Aggiornamento: 07-12-2015