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PESTALOZZI

Pestalozzi è l'esempio lampante di come si possa perseguire eticamente un fine positivo e politicamente, nello stesso tempo, un fine negativo.

Egli, cercando di superare i limiti della famiglia tradizionalmente agricola, schiacciata dall'industrializzazione emergente, propose d'istituire delle scuole in cui lo scopo principale fosse quello di come affrontare (o meglio, di sopportare) le contraddizioni del capitalismo, senza porsi il problema di come risolverle. In pratica la sua scuola aveva l'ambizione di sostituirsi alle famiglie patriarcali -dissolte dal capitalismo- nell'educazione dei bambini.

La sua scuola doveva preparare, con l'appoggio del potere politico o dello Stato (che però non gli fu garantito, poiché il sistema borghese, di tipo concorrenziale, non poteva comprendere l'utilità sociale, a lungo termine, della pedagogia pestalozziana), una classe di lavoratori che non considerasse il lavoro come una dannazione riservata alla maggior parte dei cittadini.

Dal punto di vista etico-sociale le sue scuole erano molto attive, concrete, utili, ma politicamente erano in funzione della classe dirigente, la quale, infatti, quando ne comprese il senso, se ne servì a piene mani.


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Enrico Galavotti - Homolaicus - Sezione Teorici
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Aggiornamento: 26-04-2015