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SAVONAROLA ERETICO
E RIVOLUZIONARIO |

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- Savonarola è stato definito "l'ultimo uomo del
Medioevo", in quanto egli perseguì sostanzialmente un ideale di tipo religioso,
seppur in maniera radicale, come molti altri esponenti dei movimenti contestativi
dell'epoca.

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- In tal senso egli si può definire un anticipatore
delle idee della
Riforma protestante, benché la sua
dottrina rimase sempre rigorosamente tomista e assai lontana dall'umanesimo neoplatonico
della Firenze del suo tempo.
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- Tuttavia, pur ritenendosi "predicatore dei
poveri", egli non arrivò mai ad accettare l'idea che garzoni, operai e contadini
potessero avere loro rappresentanti nel Gran Consiglio, né mai mise in discussione
l'intangibilità delle grandi proprietà terriere.
- Politicamente rimase sempre convinto che la
monarchia fosse il miglior sistema di governo, in quanto solo il Gran Consiglio e non il
popolo aveva il diritto di rovesciare la tirannide.
- Si può in sostanza dire che l'eredità politica del
Savonarola riuscì a conservarsi nella definitiva affermazione del ceto medio borghese
come classe dirigente.
- La sua illuminata repubblica aristocratica, per la
quale morì, sarebbe sopravvissuta per altri 14 anni, influenzando notevolmente le idee di
Guicciardini e soprattutto di Machiavelli, che, assistendo
ventenne al rogo, definì "profeti disarmati" i tre
suppliziati.
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- Intanto, nel 1512 il cardinale Giovanni de' Medici,
figlio del Magnifico, (futuro Leone X) poté rientrare da padrone in Firenze, sostenuto
dalle armi spagnole e con la benedizione di papa Giulio II.
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- Ora, a distanza di cinque secoli, la chiesa sembra
essere disponibile a riaprire il "caso" e forse a beatificare il frate in
occasione del Giubileo. In fondo già Raffaello l'aveva incluso tra i santi e i dottori
della chiesa nella sua "Disputa del sacramento".
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