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HOMEPAGE | LE OPINIONI | BLOG | IL GIORNALE IN EDICOLA | NEWS | VOTA | NEWSLETTER I giorni della memoria 'ritoccata' Non avrebbe dovuto essere solo un gruppo di ebrei tedeschi a ricordare all'attuale papa che il paragone da lui fatto - nel suo ultimo libro in arrivo - tra la Shoà e il ricorso delle donne all'aborto è un paragone sbagliato e fuorviante. Oltre che gravemente offensivo. E non solo per le donne. Giustamente gli ebrei tedeschi fanno notare che c'è una forte differenza tra 'ciò che le donne decidono di fare del proprio corpo' e lo sterminio di milioni di ebrei. Gli stessi interlocutori tedeschi fanno anche rilevare che c'è una notevole differenza tra una vita non ancora nata e una vita invece nata, cresciuta, sofferta, educata, nutrita e amata, assassinata infine nelle camere a gas. Accusare di fatto di nazismo tutte le donne - a milioni se non a miliardi nel mondo - costrette a ricorrere all'aborto per una infinità di motivi, tra i quali sicuramente non figura il divertimento privato o l'interesse politico, lascia davvero sgomenti. Oltretutto l'accusa si intende estesa ai compagni di tali donne, nonché al personale medico e paramedico che fa il proprio dovere anziché ricorrere a quel particolare tipo di sedizione chiamato 'libertà di coscienza'. Libertà che viene riconosciuta solo quando fa comodo, quando è condizionata, libertà vigilata, che obbedisce a ben precisi interessi di parte, fossero pure religiosi,. Altrimenti la stessa libertà di coscienza viene negata a gran voce e senza indugi. Ma davvero si può sostenere impunemente che il mondo è popolato da mostri pari ai nazisti massacratori? Ma davvero si può offendere così gravemente gran parte dell'umanità, a partire dalle solite bistrattate donne? E' grave che queste cose non vengano ricordate al papa anche dai cattolici, specie da quelli democratici. E' grave perché in realtà con le sue incredibili affermazioni il pontefice intende 'ritoccare' la Storia. Intende cioè far dimenticare le enormi responsabilità della Chiesa riguardo - tra l'altro - la immane tragedia della Shoà. La 'soluzione finale' a base di camere a gas e forni crematori non ci sarebbe stata se i nazisti tedeschi non avessero avuto a che fare con un popolo, quello ebraico, facilmente colpibile perché da secoli e secoli condannato e spesso perseguitato dalla Chiesa di Roma come dall'intero cristianesimo, compreso quello protestante e ortodosso. Con questa sorta di operazione maquillage il papa in realtà cerca di far passare la Chiesa come fosse sempre stata un difensore storico degli ebrei. Dire, ex post, che la Chiesa è nemica della Shoà tanto quanto degli aborti significa anche e soprattutto dire che chi, viceversa, è amico della Shoà o degli aborti è nemico della Chiesa. L'obiettivo è duplice: far passare per nemici della Chiesa tutti coloro che ammettono o tollerano l'aborto, anche se solo quello terapeutico o comunque per gravissimi motivi, e far passare la Chiesa come assolutamente estranea alla tragedia degli ebrei. Non c'è bisogno qui di riaccendere note polemiche: basta far notare che di recente è stato l'ex presidente della Repubblica italiana, il cattolico osservante Francesco Cossiga, a ricordare che mai i nazisti in Germania e i fascisti in Italia sarebbero potuti andare al potere se la Chiesa di Roma non avesse acceso il semaforo verde in cambio del riconoscimento dei propri interessi - anche venali - con la stipula dei rispettivi Concordati. Si può ritoccare la propria immagine come fa Berlusconi, cioè ricorrendo a un trapianto di capelli o ai tacchi nascosti o alla calzamaglia sull'obiettivo della telecamera. Ma se l'immagine è ritoccabile, la sostanza no: rimane la stessa di prima. Alla stessa stregua , e checché ne dicano i volenterosi smemorati di turno, la Storia è eterna: una volta avvenuta non la si può più uccidere né cancellare. La si può rimuovere, falsificare, togliere dai libri di scuola come sta facendo il ministro della pubblica istruzione Letizia Moratti. Ma non la si può distruggere. Pur cacciata dai libri scritti da un papa o da quelli di testo nelle scuole, la Storia continua a vivere: nel dna biologico e nel dna culturale degli esseri umani,. Vale a dire, nella Storia presente e in quella futura. Ecco perché è grave, molto grave, che i laici e i cattolici democratici non prendano posizione, e a gran voce, su certe licenze. Licenze che neppure un pontefice, per quanto osannato, si può concedere senza far correre ai posteri il rischio di un grave, e ulteriore, disastro di massa. |
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Enrico Galavotti
- Homolaicus -
Sezione Teorici |