L A F R U S T R A Z I O N E
I) La frustrazione è la mancata gratificazione di un desiderio, oppure
l'impedimento alla soddisfazione di un bisogno. È uno stato psicologico che si
verifica quando un ostacolo blocca il conseguimento di un fine da parte di un
organismo che sia motivato a conseguire quel fine.
II) Componenti fondamentali per comprendere il concetto di frustrazione:
a) essa può verificarsi solo per un organismo che può guidare il proprio
comportamento dirigendolo verso un fine;
b) il comportamento dev'essere attivato da una motivazione più o meno specifica;
c) occorre che ci sia un oggetto (incentivo) corrispondente al
bisogno-desiderio-attesa, in grado di gratificarli;
d) non c'è frustrazione senza l'interferenza di un ostacolo che interviene tra
la motivazione e l'incentivo, impedendone l'acquisizione.
III) Le cause della frustrazione.
1) Fattori fisici: uscendo dal grembo materno l'individuo è costantemente
impegnato ad affrontare un ambiente fisico che ha leggi proprie, non sempre
corrispondenti ad una immediata soddisfazione delle esigenze dell'organismo (ad
es. fame, sete, riparo, protezione, freddo, caldo, umidità...).
2) Fattori sociali: l'uomo vive in un ambiente fisico "umanizzato", cioè
sociale, costruito per adeguarsi alle esigenze dell'uomo. Ma le norme sociali
che reggono questo ambiente non sempre favoriscono l'esistenza: molte norme
scritte (e non scritte) vincolano l'azione, al punto che impediscono la
soddisfazione dei desideri (ad es. un matrimonio misto, la vincita di un
concorso...).
3) Fattori personali: si suddividono in biologici, psicologici e sociali.
a) Quelli biologici riguardano l'organismo (fonte di frustrazione è una
particolare condizione fisica: piccolo di statura, capelli rossi, miopia...).
Ovviamente la situazione fisica in sé non è causa di un disadattamento, ma lo
diventa se viene vissuta così o se viene proposta al soggetto in modo
frustrante.
b) I fattori psicologici riguardano la personalità (ad es. vivere in un ambiente
centrato sull'efficienza operativa può essere frustrante per chi possiede una
personalità desiderosa di coinvolgimento emotivo, contatto umano e
comprensione).
c) I fattori sociali riguardano la società (ad es. l'appartenenza a un certo
contesto o classe sociale può determinare frustrazione). Da notare però che una
stessa esperienza di mancata gratificazione può essere percepita da una persona
come sgradevole o umiliante, mentre per un'altra può essere stimolante. Spesso
l'impossibilità di soddisfare immediatamente un desiderio è utile stimolo di
ricerca di nuove soluzioni.
IV) Reazioni alla frustrazione.
1) Persistenza dell'ostacolo: quanto maggiore è l'incentivo-motivazione, tanto
maggiore sarà la tendenza a persistere nel raggiungimento di quella
gratificazione che risulta impedita dalla persistenza dell'ostacolo.
2) Reazione aggressiva: la mancata gratificazione protratta nel tempo può
scatenare la reazione aggressiva. L'energia viene distaccata dall'oggetto che
ostacola oppure viene reinvestita (sempre in modo aggressivo) su un altro
oggetto. La reazione aggressiva è proporzionata alla frustrazione. A volte, per
effetto di cumulazione, si può verificare una reazione fortemente aggressiva
alla fine di una lunga serie di frustrazioni di modesta entità, nessuna delle
quali, singolarmente vissuta, avrebbe scatenato la crisi.
• La reazione aggressiva può essere eterodiretta (rivolta verso l'esterno)
oppure autodiretta (rivolta su di sé). Risponde alla seguente logica: "Se
qualcosa è andato male, ci sarà una colpa; la colpa è di qualcuno; questo
qualcuno deve essere punito". A seconda che il "qualcuno" sia il soggetto stesso
o un altro, la reazione aggressiva è intrapunitiva o extrapunitiva.
• Da sottolineare anche la reazione aggressiva rediretta: ad es. una persona
frustrata può ritenere giustificato il suo risentimento nei confronti di
un'altra persona (che crede si sia comportata in modo offensivo) senza rendersi
conto (perché il processo è inconscio) che il suo risentimento è dovuto al fatto
che quella persona ne sostituisce in realtà una terza, che era stata
effettivamente offensiva nei suoi confronti e verso la quale non aveva potuto
reagire.
3) Stimolante dell'intelligenza: la frustrazione attiva il comportamento, per
cui può essere utilizzata per l'apprendimento, a condizione che non sia troppo
intensa né troppo prolungata (ad es. nelle interrogazioni le domande troppo
"tranquille" o troppo "disturbanti" del prof. hanno un rendimento di risposta
minore).
4) Reazione cooperativa: la frustrazione può attivare collaborazione fra i
soggetti che la subiscono (ad es. quando esiste la minaccia di un nemico comune
si dimenticano i vecchi torti).
5) Ansia, Angoscia e Apatia: in tutti quei casi in cui l'entità della
frustrazione subita è così elevata da superare i limiti di tolleranza da parte
del soggetto. L'ansia è uno stato di agitazione-stress-timore; l'angoscia è
un'incontrollabile agitazione, un'incapacità a reagire; l'apatia è
caratterizzata da indifferenza-distacco-demotivazione totale, tipica di quei
soggetti provati da gravi traumi emotivi (prigionia, terremoti, tortura, lutto,
tradimento...) o di soggetti patologici. L'apatia è l'estrema protezione del
proprio io da un'angoscia altrimenti insopportabile.
V) I meccanismi di difesa. Ansia, angoscia e apatia sono reazione più o meno
consapevoli del soggetto. Ma esistono anche dei meccanismi di difesa inconsci ed
estremi, appartenenti a qualunque individuo, che sono praticamente espressione
della necessità di mascherare o fingere una condizione di vita migliore di
quanto non sia in realtà. Naturalmente se la persona si rapporta alla realtà
solo ricorrendo a questi meccanismi, allora essi vanno considerati come sintomi
di una nevrosi.
1. Sublimazione: è una trasformazione delle forze istintive-pulsionali-sessuali
non in modo impulsivo e immediato, ma socialmente consentito e approvato
(lavoro, arte, sport...).
2. Idealizzazione: ad es. tenere in maniera solo scientifica, senza
coinvolgimento emotivo, un corso di educazione sessuale.
3. Razionalizzazione: ad es. la volpe che nella favola di Esopo giustifica la
propria incapacità dicendo che l'uva è acerba.
4. Evasione: ad es. sognare di diventare un Einstein nonostante la bocciatura.
5. Compensazione: ad es. le cure dedicate a un cagnolino compensano a volte una
mancata o impossibile maternità.
6. Formazione reattiva: ad es. un atteggiamento di rigorismo morale
intransigente di una madre verso la figlia può esprimere la tendenza ad una
libertà di costumi non confessata.
7. Traslazione: ad es. aggredire un animale o un oggetto quando non si può
aggredire l'avversario.
8. Isolamento: ad es. raccontare la morte di un parente stretto senza provare
alcuna emozione (isolare un fatto dall'emozione).
9. Proiezione: ad es. una persona che ci tiene a far vedere la propria sincerità
può pensare che gli altri siano tutti bugiardi.
10. Annullamento: ad es. chi controlla più volte la chiusura del rubinetto del
gas prima di uscire (il secondo atto annulla il primo).
11. Rimozione: ad es. un'aggressione notturna può comportare non solo la
rimozione (nell'inconscio) della figura dell'aggressore, ma anche il nome della
via ove è avvenuto il fatto.
12. Regressione: ad es. in caso di malattia ricompaiono atteggiamenti infantili.
13. Fissazione: ad es. ripetere un comportamento anche al mutare delle
circostanze.
14. Introiezione: ad es. quando vedendo un film ci si identifica col personaggio
o con la situazione, come se fosse reale.