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LA DONNA E IL SUO CORPO
Tuttavia, se si volesse fare della "metafisica" dovremmo dire che madre natura ha indubbiamente trattato con più generosità il corpo femminile, rendendolo grazioso nelle proprie rotondità e facendo di questi attributi un che di sostanziale nella vita di una donna. La quale cioè sa di poter far leva sul proprio corpo, oltre che sul proprio carattere ecc., per ottenere ciò che desidera. Quanto in questo atteggiamento vi sia di naturale o di artificiale è difficile dirlo, perché gli aspetti "naturali", dopo circa 4-5.000 anni di maschilismo, ci sono quasi del tutto sconosciuti. E' indubbio che se non ci fosse attrazione sessuale non ci sarebbe neppure la riproduzione. Tuttavia, nel mondo animale in genere è il maschio ad essere più attraente della femmina e a tenere comportamenti (relativi al corteggiamento) che nel mondo umano vengono tenuti dalla donna. Questo dovrebbe farci riflettere, poiché sicuramente tra gli animali vi è molta più "natura" di quanta non ve ne sia nel mondo umano. Chi s'innamora di una donna solo per il suo sesso, in realtà è innamorato solo di se stesso. Chi non riesce a vedere nella donna una persona con una dignità pari a quella dell'uomo, solo perché è di sesso diverso, è perché ha paura di perdere il proprio potere sulla donna. Non a caso gli organi sessuali femminili sono stati per molti secoli oggetto di odio fanatico da parte dell'uomo. Si pensi solo all'Inquisizione e alla caccia alle streghe dal XIII al XVII sec. Ma si pensi anche allo stupro, alle molestie sessuali, alle violenze di ogni genere che la donna nei secoli ha subìto in conseguenza di un modo distorto di vedere il suo sesso da parte dell'uomo. Paradossalmente la situazione della donna era migliore 4.000 anni fa, quando esistevano le religioni della Dea-Madre, che esaltavano la funzione riproduttiva della fertilità e della maternità. La funzione del seno
Il seno è quella linea mediana che divide una mammella dall'altra, ma oggi il termine viene usato per definire le due mammelle. Il seno è sempre stato rappresentato come un canone estetico della femminilità, un elemento dell'attrazione sessuale, oltre che come un aspetto importante legato alla riproduzione. Che sia un organo di attrazione sessuale è dimostrato anche dal fatto che solo nella donna e in alcuni mammiferi acquatici le mammelle sono prominenti anche quando la femmina non sta allattando. Naturalmente le mammelle raggiungono il massimo sviluppo nell'allattamento; dopo la menopausa invece le ghiandole mammarie tendono ad atrofizzarsi. Un'attenzione eccessiva che l'uomo attribuisce al seno può provocare nella donna degli stati di ansia e di frustrazione. La donna infatti può pensare che la sua felicità possa dipendere anche da un seno avvenente. Se è così, è facile capire perché le smagliature rappresentino un motivo di ansia nelle donne di una certa età. Sul seno ci sono ancora oggi vari pregiudizi maschilisti: Questi pregiudizi - è facile capirlo - appartengono a quanti vedono nella donna solo un oggetto sessuale, che va esaltato per goderne, o represso, per giustificare le proprie frustrazioni in campo sessuale. La realtà dimostra che sono molte le donne che si dimostrano indifferenti alla stimolazione erotica del seno. Pochissime raggiungono l'orgasmo stimolando il seno. Altre domande sul seno
1. Come mai le due mammelle non sono mai perfettamente uguali (come d'altra
parte i testicoli nell'uomo)? Perché il
nostro corpo non è mai perfettamente simmetrico. Malattie del seno
Il seno va tenuto sotto controllo medico, perché è un organo delicato. Vi
sono varie malattie che possono colpirlo: dal rigonfiamento interno di alcune
ghiandole alle ragadi (spesso causate dall'allattamento) sino alla linfagite
(ragadi estese a tutta la mammella) e alla mastite (dalla infiammazione
all'infezione). Il menarca
Il menarca costituisce l'inizio dell'attività dell'apparato genitale
femminile. E' infatti la prima mestruazione, che si verifica tra i 12 e i 15
anni (a volte anche prima). Si tratta di un'improvvisa esperienza che fa perdere un equilibrio,
anche se poi ne fa acquistare un altro. E' noto che l'inizio della
pubertà continua ad abbassarsi: nell'ultimo secolo una media di 4 mesi ogni 10
anni, quindi 3 anni e ½ rispetto a 100 anni fa, allorché il menarca appariva in
Europa all'età di 16-17 anni. Al ciclo mensile sono legati miti e pregiudizi. Molte civiltà: ebraica,
induista, islamica ecc., considerano la donna mestruata come impura, per cui
deve isolarsi e non fare nulla. Nel Medioevo alle donne cattoliche mestruate era
vietato entrare in chiesa. Alcuni pregiudizi sul ciclo
1. Durante il flusso è meglio non fare attività sportiva, il nuoto ecc. In
realtà un'intensa attività sportiva può comportare solo un ritardo nella
comparsa del menarca o anche un'assenza di mestruo (amenorrea). La porta dei pregiudizi
L'imene - a torto - viene considerato il sigillo della verginità. Questa
membrana, che non può chiudere ermeticamente l'ingresso vaginale, altrimenti non
lascerebbe passare il flusso mestruale, in alcune donne è così elastica che non
si rompe mai nell'amplesso (almeno fino al parto), oppure è poco sviluppata o
addirittura assente fin dalla nascita. Quindi è assurdo pensare che dalla sua
rottura dipenda la fine della verginità di una donna, o che il primo rapporto
sessuale completo implichi necessariamente la sua rottura. Il ruolo della clitoride
L'orgasmo femminile nasce soprattutto nella clitoride più che nella vagina,
che, essendo scarsamente dotata di terminazioni nervose specifiche, è poco
sensibile alla stimolazione. ESISTE NELLA DONNA UNA INVIDIA DEL PENE?
Freud diceva di sì. Oggi invece si è costatato che il desiderio del pene non esiste nelle fantasie o nei sogni femminili, e neppure nelle allucinazioni delle malate di mente. E' vero che la donna potrebbe anche voler esser libera -come gli uomini- da mestruazioni, gravidanze e allattamenti, ma questo non significa che desideri essere un uomo. Semmai è vero che la donna, in una società maschilista, soffre maggiormente la propria diversità dall'uomo. Più che "invidia" del pene, bisogna parlare di "invidia" dei privilegi di cui gode il maschio. |
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