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FERTILITA' E STERILITA'
 
Nell'uomo
Di fronte a una gravidanza che non arriva, spesso l'uomo tende a negare che
vi sia un problema di sterilità o infertilità propria (l'infertilità è una
possibilità ridotta. Ad es. una donna infertile è quella che può avere un aborto
spontaneo; un uomo infertile è quello che non ha erezione).
Fino a qualche tempo fa infatti si accusava sempre la donna se non nascevano i
figli. Oggi l'uomo, spesso, continua a farlo, ma, ovviamente, non per ignoranza,
ma proprio perché c'è la scienza.
La scienza infatti chiede l'esame del liquido seminale, il che comporta
l'esigenza di masturbarsi in condizioni spiacevoli.
Se poi gli esami rivelano alterazioni organiche, i rapporti sessuali devono avvenire
in periodi prestabiliti, onde favorire la procreazione, e ciò può portare a una
situazione non spontanea, fredda, che può causare ansietà, frustrazioni... fino
all'impotenza occasionale.
Inoltre il maschio che si scopre sterile può pensare d'essere un incapace a
livello sessuale, anche se la delusione che provoca la sterilità è sicuramente più
forte nella donna.
Le statistiche dicono che della mancanza di un figlio l'uomo soffre meno della
donna, perché affida di più la realizzazione di sé ad altre alternative: lavoro,
carriera, relazioni sociali... (così come l'uomo in andropausa tende a soffrire
di meno della donna in menopausa). Ma questa situazione col tempo potrebbe
modificarsi, rendendo la donna uguale all'uomo, oppure portando la coppia a
sgretolarsi.
Naturalmente l'uomo sterile va immediatamente in crisi se la partner tende a
colpevolizzarlo.
Nella donna

Nella donna la frustrazione generata dalla propria sterilità può essere
paragonata a quella che provano i maschi quando sono convinti di non essere
stati all'altezza di un vero rapporto sessuale, o quando pensano di non avere un pene
adeguato a tale rapporto.
Oggi tuttavia una donna sterile si sente meno frustrata di una volta, allorché
le sue possibilità di affermazione sociale erano legate prevalentemente alla
maternità. Oggi vi sono molti meno casi di gravidanze isteriche (psichiche).
La procreazione non è più concepita come un destino, ma come una scelta della coppia.
Paradossalmente infatti la donna ha sempre avuto il potere di procreare, ma non
ne ha mai avuto l'uso, cioè il diritto di gestirlo. L'uomo si è sempre servito
del monopolio di questo diritto, per costringere la donna a un ruolo
subordinato. Questo almeno nelle società antagonistiche.
E' solo da poco che la donna ha cominciato a sentirsi uguale all'uomo: con la
contraccezione, l'inserimento nel lavoro, l'esigenza del piacere ecc. Diciamo
che questo è stato un passo in avanti, ma la strada dell'uguaglianza tra i sessi
è ancora molto lunga.
Oggi, nei paesi occidentali, si pensa di mettere su famiglia verso i 30 anni. La
maternità oscilla tra i 28 e i 35, e molte donne sono preoccupate dei rischi
collegati a una gravidanza dopo i 30 anni.
Nell'Italia di 50 anni fa ci si sposava tra i 18 e i 25 anni, che era il periodo
migliore per la riproduzione. Tutto l'occidente tende quindi ad invecchiare.
La vita di coppia nella società italiana

La nostra società, in questo senso, è contraddittoria, perché da un lato
valorizza l'infanzia come mai era accaduto prima, dall'altro però sperimenta una
forte caduta della fertilità.
Questo perché i figli non sono più considerati un elemento indispensabile nella
vita di coppia. Con l'abbandono della famiglia patriarcale (allargata), la
coppia ha avuto il sopravvento sui figli, il sesso come piacere ha preso il posto
del sesso come procreazione e conservazione della specie, il sentimento dell'amore
reciproco ha prevalso sul dovere verso i figli.
Tuttavia in Italia la metà delle 60.000 coppie che vengono a conoscenza della
loro sterilità o infertilità, hanno una riduzione nella frequenza e nel piacere
dei rapporti sessuali. Questo significa che le coppie, generalmente, non si formano coll'intenzione di non fare figli. Tanto è vero che la sterilizzazione maschile
e femminile non ha mai incontrato un esito favorevole. Un individuo può
desiderare di non avere figli, ma rifiuta di essere sterile.
Una coppia sana concepisce un figlio entro un mese nel 20% dei casi; entro 6
mesi nel 50% dei casi; entro un anno nell'80% dei casi.
Una volta il dovere della maternità era separato dall'amore, che poteva anche
non esserci. Oggi si ha paura che la presenza dei figli possa incrinare l'amore
di coppia faticosamente costruito. Anche perché non si ha molta fiducia nel
futuro. Inoltre spesso si pensa che l'assenza di figli possa agevolare le
possibilità di carriera.
Questa situazione, tuttavia, sta creando un problema abbastanza grave: il
rapporto tra le generazioni sta diventando complicato, perché i genitori non
possono più trasmettere ai figli che non hanno i loro valori e la loro cultura.
Le cause fisiche della sterilità nella donna

Sono molte: dai fattori ambientali che producono stress, agli alimenti
(specie le carni contenenti estrogeni), da certi farmaci all'abbigliamento (i
jeans che comprimono i genitali).
In Italia il 15-20% delle coppie è sterile. Una donna fisicamente sana può
restare incinta 20-25 volte su 100 rapporti sessuali: quindi la specie umana è
relativamente poco fertile (una coniglia resta gravida 99 volte su 100).
Ben 1/3 della sterilità femminile è provocata da una lesione delle tube, dovuta
alla spirale o all'aborto o a un rapporto sessuale infetto (anche un'appendicite
può essere rischiosa).
Buona parte di questa patologia può essere risolta con la fecondazione in vitro,
cioè in provetta (ovuli maturi fecondati rimessi in utero).
Ci sono poi i problemi legati al peso: se è troppo o troppo poco si rischia di
avere un'ovulazione saltuaria o del tutto assente (anoressia).
Poi ci sono i problemi psicologici: ad es. il bisogno ossessivo di avere un
figlio può portare alla sterilità; se la donna accetta questa sterilità e volge
la propria attenzione altrove, può anche tornare fertile.
Le cause fisiche della sterilità nell'uomo

Quelle più frequenti:
- varicocele (dilatazione delle vene testicolari)
- infezioni delle vie seminali (dovute a rapporti infetti)
- diabete mellito
- alterazioni della tiroide
- alterazioni di alcuni ormoni dell'ipofisi
- traumi allo scroto
- parotite
- cisti prostatiche
- criptorchidismo
- tabagismo
- alcuni farmaci
- alcuni metalli e composti chimici (antiparassitari, solventi, disinfettanti,
anestetici, mercurio, piombo...).
Nell'uomo fertile il 25% degli spermatozoi resta vivo fino a due ore dopo
l'eiaculazione; il 7-10% resta vivo 24 ore dopo.
Le forme atipiche, abnormi (incapaci di fecondare) degli spermatozoi non devono
superare il 50%.
Gli uomini più fertili del mondo sono i finlandesi: dopo i 50 anni hanno ancora
lo stesso numero di spermatozoi.
Le cause della sterilità oggi sono imputabili, a livello mondiale, all'uomo per
il 30% dei casi, alla donna per il 50% dei casi, alla coppia per il 20% dei
casi.
Nell'80% dei casi si può risalire all'origine della sterilità e nel 40% dei casi
si può anche sanarla.
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