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TEORIA E PRASSI DELLA MASTURBAZIONE

La masturbazione è una stimolazione volontaria, di solito manuale (ma si possono usare anche
degli oggetti), degli organi genitali allo scopo di provare o di dare piacere e
di portare (ma non sempre) all'orgasmo. La si può riscontrare anche tra gli animali, specie tra i mammiferi.
Sicuramente
la praticano le scimmie (con le mani), i cani, i cavalli e gli asini (sfregando
il pene contro il proprio ventre), i cervi (che si strofinano contro tronchi
d'albero), il delfino (che si strofina sul dorso di una tartaruga), e poi le
cagne, le gatte, le cavalle, le mucche (che sfregano i genitali per terra o
contro tronchi d'albero) quando durante l'estro non trovano il maschio.
La masturbazione è l'attività sessuale più frequente dopo il coito, comune nei
maschi e nelle femmine: può essere praticata dalla prima infanzia all'età
avanzata. Infatti un bambino che succhia l'alluce del suo piede sta già facendo
dell'autoerotismo, anche se nessuno se ne preoccupa.
Bambini/e trovano piacevole toccarsi i genitali anche se non si masturbano
metodicamente, anche se non provano orgasmo, anche se, di fronte a questa
esplorazione corporea sui genitali, gli adulti si sentono un po' preoccupati.
Si può dire, in un certo senso, che l'autoerotismo inizia come una risposta
automatica alle stimolazioni involontarie, dovute all'elevarsi delle
concentrazioni ormonali. Perché non ci sia questo automatismo, occorre uno
sforzo di volontà.
Esiste tuttavia una certa differenza tra la masturbazione dell'età infantile e
quella dell'età adolescenziale: la differenza non sta solo nel fatto che in
quella infantile maschile non c'è eiaculazione, ma anche nel fatto che nella pubertà la
masturbazione, ad un certo punto, appare come un surrogato del coito. Il giovane
cioè si rende conto di avere la maturità biologica per un rapporto sessuale, ma,
per svariati motivi, non può ancora averlo. Non a caso nelle società antiche ci
si sposava molto presto.
Man mano che l'individuo avanza nella maturità socio-sessuale, il coito
sostituisce la masturbazione, anche se non in maniera assoluta: non solo perché
la masturbazione (reciproca) può ancora essere considerata un preludio del coito
(o addirittura fine a se stessa), ma anche perché, in assenza di coito, ci può
essere un ritorno all'autoerotismo.
La masturbazione reciproca, praticata nel corso dell'adolescenza
fra ragazzi dello stesso sesso, non porta necessariamente all'omosessualità.
SOCIOLOGIA DELLA MASTURBAZIONE 
Le prime ricerche statistiche su questo fenomeno vennero fatte alla fine
dell'800. Le ultime ricerche svolte negli USA e in Euroccidente, indicano che la
masturbazione protratta fino all'orgasmo è praticata da circa il 95% dei maschi
e dall'80% delle femmine, con una precocità d'inizio dei maschi (12-13 anni)
rispetto alle femmine (15-16 anni).
Nelle ragazze è meno praticata probabilmente per motivi più culturali che
biologici. Le ragazze normalmente hanno nei confronti del proprio sesso un
rapporto meno nevrotico e più equilibrato: sanno cercare le soddisfazioni anche
in altri campi, come nell'amicizia, nell'impegno scolastico, nelle confidenze
con la madre, nella lettura dei libri ecc.
I maschi, in questa società, avvertono molto di più il bisogno di sentirsi
protagonisti, per cui può facilmente capitare che le frustrazioni, nel
conseguimento di questo obiettivo, portino a cercare nell'autoerotismo una forma
di compensazione.
Va anche detto però che la stimolazione del pene è più facile, cioè abbastanza
casuale, data la sua consistenza e localizzazione, mentre nella donna occorre
scoprire il piacere attraverso la manipolazione di un organo nascosto, la
clitoride.
Non a caso nel passato si è sempre dato per scontato che la masturbazione fosse
un fenomeno tipicamente maschile, che andava sicuramente represso. E' da poco
che si è ammessa l'esistenza di una masturbazione femminile.
Nel '68 le femministe arrivarono persino a dire che l'orgasmo vaginale era stato
inventato dall'uomo, per il suo piacere personale, mentre il vero orgasmo
femminile è solo quello clitorideo, per cui l'autoerotismo è da preferire al
coito.
Ci si può chiedere, in tal senso, se la clitoridectomia non sia il frutto di una
cultura maschilista, che vuol negare il piacere alle donne, limitando il loro
ruolo alla procreazione. Solo verso gli inizi del '900, grazie soprattutto a
Freud, finì d'essere praticata in Europa occidentale la clitoridectomia. Da
notare che la circoncisione non produce sul maschio lo stesso effetto negativo.
LA MASTURBAZIONE E' UNA MALATTIA?

Per molti secoli la si è ritenuta una malattia e piuttosto pericolosa.
Teologi, filosofi e scienziati pensavano fosse una delle cause della follia,
poiché erano convinti che lo sperma fosse prodotto dal midollo spinale e che
quindi fosse collegato al cervello. La masturbazione quindi lo indeboliva.
Oggi si è arrivati a dire che la masturbazione non è una malattia, né un vizio,
né una perversione, anche se può diventarlo oltre certi limiti. Infatti
quando si eccede si possono avere indebolimenti fisici e mentali (miopia,
memoria labile ecc.), infiammazioni della prostata e delle vescicole seminali.
Certamente diventa un fatto anomalo quando la si mette in alternativa al
coito. Nelle carceri, nei manicomi, nei conventi o nei collegi che proibiscono i
rapporti sessuali, la masturbazione è alquanto diffusa, spesso viene considerata
un'alternativa alla omosessualità.
Qui si può ricordare che è possibile provare orgasmo anche durante il sonno.
L'uomo può avere erezioni parziali o totali senza esserne cosciente: può avere
una polluzione anche senza aver fatto un sogno erotico. Questo per dire che la
natura ha messo a disposizione dell'uomo la possibilità di uno sfogo sessuale
anche senza la necessità della masturbazione.
In ogni caso è bene non indulgere troppo nei confronti di questa pratica
adolescenziale. Non è certo attraverso di essa che si possono soddisfare
aspirazioni importanti come il bisogno di intimità, di socializzazione, di
amore, di autoaffermazione...
Non è dignitoso per un adolescente ricorrere alla masturbazione come ripiego in
mancanza di meglio, o per far fronte alla noia, alla solitudine, alla rabbia
ecc. Chiudersi abitualmente in un mondo fantastico, con riviste pornografiche o
con altri mezzi (p.es. il sesso virtuale), può comportare il rischio di non
riuscire a trovare un partner.
Può comportare inoltre il rischio di attribuire al sesso una preminenza rispetto
ad altre attività della vita sociale. Senza considerare che la sessualità vissuta solo come autoerotismo, non
può conoscere nulla degli aspetti emotivi, affettivi, sentimentali che
l'accompagnano in un rapporto di coppia.
SI PUO' EVITARE LA MASTURBAZIONE?
 
Nella nostra società è sempre meno possibile evitarla, stimolati come siamo
da continue immagini erotiche, nell'ambito dei media, e situazioni eccitanti: si pensi alle droghe,
alla musica, alle discoteche..., che ci inducono a fantasticare sul sesso.
Occorrerebbe rivedere i modelli culturali di questa società, che non aiutano
certo a "pensare", essendo basati più che altro sulla istintività e non sulla
razionalità (o comunque basati su una istintività a sfondo prevalentemente
erotico).
Purtroppo in questa società noi siamo portati ad attribuire al sesso il ruolo di
soddisfare molti di quei desideri che non riusciamo a soddisfare in altri campi
della vita. Le frustrazioni che abbiamo sul lavoro, a scuola, nei rapporti
sociali, invece di risolverle dinamicamente, cerchiamo di dimenticarle
dedicandoci al piacere sessuale, che così viene usato come una droga.
I mass-media ci chiedono continuamente di provare piacere, ma poi non ci
permettono veramente di provarlo per una serie di ragioni: le possibilità
costano care; gli adulti non possono permettersi (anche moralmente) certe
libertà e tendono inevitabilmente a negarle ai propri figli; gli adolescenti non
riescono più a comprendere che nella vita non c'è solo il piacere, ma anche
l'impegno e la responsabilità, e così via.
Il problema più grave però è un altro. Quand'anche riusciamo a "godere" come
vogliamo, ci accorgiamo di essere caduti in un terribile vuoto interiore, perché
quel godimento ci appare solo momentaneo e fine a se stesso. Tutto il resto,
attorno a noi, continua a restare squallido come prima.
La masturbazione quindi può essere evitata solo impegnandosi in qualcosa che la
renda inutile. Questo naturalmente vale per qualunque altra attività sessuale
condotta in maniera anomala. Sarebbe assurdo colpevolizzare la masturbazione
dell'adolescente solo perché chi la pratica non è un adulto.
ONANISMO E MASTURBAZIONE

Spesso, quando si parla di masturbazione, si usa il termine "onanismo", in
riferimento a un passo del Genesi (38,8-10), allorché un certo Onan venne
condannato a morte perché, invece di fecondare la cognata Tamar, "disperdeva il
seme per terra", cioè praticava il coito interrotto.
Onan venne condannato perché la legge ebraica del levirato ("levir"= cognato) lo
obbligava a sostituirsi al fratello morto, non avendo questi avuto figli maschi.
In seguito la chiesa si servì dell'episodio per condannare, insieme al coito
interrotto, anche la masturbazione, finché la parola onanismo entrò nella
terminologia medica.
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