E' POSSIBILE L'AMORE SENZA SESSO?

Posto che la sessualità non coincide con la genitalità, ma con le pulsioni dell'amore, con l'energia a comunicare col proprio corpo, che differenza c'è tra sesso e amore?

L'amore senza sesso è praticato, in genere:

1) nei monasteri (conventi ecc.), dove il sesso viene sublimato, cioè l'energia viene trasformata, diretta verso un qualcosa di immaginato. L'estatico ha lo sguardo fisso, immerso nel vuoto, gioioso, appassionato... Santi/e hanno parlato di "esperienza mistica" (a volte addirittura "fuori del corpo"), di "guerra d'amore", di "tormento gioioso". S. Caterina da Siena dirà: "La mia natura è il fuoco".

Ci si sente staccare dal mondo, tant'è che esiste anche il desiderio di morte, cioè l'esigenza di non tornare indietro. Teresa d'Avila dirà: "Muoio di non morire". L'estasi è una sorta di orgasmo senza contatto fisico: possessione divina e diabolica si assomigliano.

Qui si può dire che per molto tempo si è confuso il concetto di castità: casta non è la persona che, dopo aver rinunciato al sesso, vive tale rinuncia con angoscia e frustrazione, ma è la persona che vive tale rinuncia (o al contrario la propria sessualità in un rapporto di coppia) senza particolari problemi.

L'astinenza (o periodica continenza) ha valore se è accettata volontariamente da entrambi i partner. I preti cattolici praticano l'astinenza permanente, che viene sublimata nel rapporto con gli altri (specie con bambini e adolescenti), quando non si trasforma in perversione (pedofilia).

2) Tra adolescenti, dove esiste quel misto di simpatia e amicizia che gli psicologi chiamano col nome di "complicità" (in positivo). La "complicità" c'è quando:

a) si avverte di poter dire all'altro qualsiasi cosa, senza obbligo di doverlo fare, convinti di essere capiti,

b) si capisce di poter accettare dall'altro ogni tipo di confidenza, offrendo comprensione,

c) si è contenti di poter condividere con l'altro molte esperienze, pur senza pretendere di fare tutto insieme,

d) si vuole essere presenti quando l'altro ha bisogno di aiuto, senza pretendere di essere gli unici in grado di darlo,

e) si desidera vivere con l'altro emozioni felici e dolorose,

f) si avverte che le medesime cose possono piacere o dar fastidio.

L'amicizia è basata esclusivamente sulla complicità. L'attrazione fisica non è necessaria. Quando invece c'è attrazione c'è anche passione. Se questa non tiene conto degli aspetti sentimentali, si presenta come avventura.

Tra gli adolescenti esiste anche l'amore romantico, cioè il bisogno di idealizzare l'altro (p.es. cantante, attore, insegnante...).

C'è anche l'amore platonico di chi pensa che il sesso possa rovinare l'incanto.

Oppure l'amore di chi pensa di non sentirsi all'altezza sul piano sessuale.

C'è anche l'amore di chi pensa sia meglio impegnarsi per il bene degli altri e non di una persona in particolare (vedi la differenza tra "universale e particolare").

3) In una coppia, quando non si usa il sesso per stare uniti, ma l'impegno reciproco, cioè:

a) la convinzione che il rapporto con l'altro possa durare tutta la vita (indissolubilità come ideale) o, in altre parole, la convinzione che l'infedeltà non possa assolutamente essere accettata,

b) la volontà di opporsi a tutti gli ostacoli che minacciano il rapporto, cioè il rifiuto di accettare intromissioni non gradite da parte di estranei,

c) la volontà di sostenere il partner anche nei suoi momenti più difficili (malattie, ecc.).

Nella vita di coppia c'è anche l'amore concepito come dovere, cioè la necessità di stare insieme senza avere più niente da dirsi. Il rapporto assomiglia a un contratto, ed è stato rovinato da delusioni piccole e grandi, continuate, e anche dall'incapacità di aiutarsi a superare i reciproci sentimenti negativi.

Una variante di questa forma di amore è quello della dipendenza, che si verifica quando si teme la separazione perché non ci si sente in grado di affrontare la vita da soli o non si ha voglia di ricominciare da capo.

C'è anche l'amore dell'impotente o della donna frigida o che soffre di vaginismo o di dispareunia (coito doloroso). "Vorrebbero ma non possono".

C'è anche l'amore di chi al rapporto sessuale preferisce spesso la propria libertà interiore, perché avverte che nel sesso aumenta la propria dipendenza dal partner. "Può ma non vuole".

E' VERO CHE GLI ADOLESCENTI METTONO I SENTIMENTI IN PRIMO PIANO?

1) Gli adolescenti attuali sono sentimentali nel senso che si aspettano molto dalla coppia: è una sorta di rifugio da quello che loro considerano lo squallore della famiglia, della società, dei rapporti con le istituzioni...

E' però anche vero che da un lato si anticipano i tempi per diventare sessualmente adulti, e dall'altro si posticipa il momento in cui assumersi delle responsabilità da adulti. Si vogliono subito i piaceri e i soldi degli adulti, ma si rifiutano le difficoltà, gli impegni, le responsabilità connesse.

2) E' vero che i genitori si fanno obbedire più per amore che per paura? Ed è vero ch'essi sono convinti che se un figlio viene amato, desiderato e capito, diverrà spontaneamente laborioso, onesto, studioso...?

Se è così, allora si capisce perché i giovani di oggi siano così attaccati ai sentimenti, perché cioè non si vergognino di amare (anche in pubblico).

Oppure i genitori concedono molte libertà ai figli, perché hanno paura che se usassero più rigore e disciplina, otterrebbero l'effetto contrario?

Ma concedendo tutte queste libertà, i genitori non si rendono conto che i figli, una volta diventati adulti, non saranno in grado di affrontare con coraggio le difficoltà inevitabili che incontreranno?

O forse i genitori concedono ampie libertà ai figli, perché i primi a non saper affrontare le difficoltà della vita sono proprio loro?

E' VERO CHE GLI ADOLESCENTI NON VOGLIONO MAI CONSIDERARE
IL RAPPORTO DI COPPIA IN ANTITESI AL GRUPPI DI AMICI O ALLA FAMIGLIA?

1) Forse per questa ragione i giovani di oggi sono meno possessivi o gelosi?

2) Forse per questo dedicano meno tempo alla vita di coppia (rispetto a quanto si faceva nel passato)?

3) E' vero che la coppia può essere inserita nel gruppo?

4) E' vero che nella vita di coppia l'amicizia e l'amore spesso si confondono (nel senso che si studia, si fa sport, si decide tempo libero, vacanze, progetti sempre insieme, senza fare differenza tra tempo dell'amore ed esperienza di vita)?

5) E' vero che, siccome il momento del matrimonio si è spostato verso i 30 anni, non si pensa più a obiettivi a lungo termine, ma solo a breve termine, cioè si vive il presente senza pensare troppo al futuro?

UNIVERSALE E PARTICOLARE

La persona che si rapporta in modo assoluto all'universale, che cioè concepisce il proprio rapporto coll'universale infinitamente più appagante di quello col particolare, non può dedicarsi in maniera esclusiva all'amore di una singola persona: l'amore totale è per il genere umano, è per l'essere umano globalmente inteso.

Chi osserva la realtà dal punto di vista dell'universale (p.es. un filosofo, un politico idealista, un autentico credente, un volontario come scelta di vita...), sa cogliere in ogni persona quell'aspetto positivo al quale non può dedicare totalmente la propria attenzione senza fare un torto ad altre persone. L'esclusività o la totalità, nel particolare, ha senso solo in via temporanea.

L'ideale sarebbe quello di poter valorizzare al massimo l'aspetto più positivo della persona portando questa stessa persona alla percezione dell'universale. Ma la persona che si sente valorizzata nelle sue migliori qualità, inevitabilmente tende ad appropriarsi in maniera esclusiva di chi la valorizza. La psicanalisi conosce bene questa difficoltà. 

Pochi si rendono conto che la capacità di valorizzare i singoli aspetti della personalità umana, dipende proprio dalla volontà di non assolutizzare un singolo rapporto umano. Dobbiamo sentirci parte di un destino universale, che coinvolge l'intero genere umano. Questo destino è la felicità dell'individuo, la sua realizzazione personale.

L'amore per la singola persona deve poter rientrare nella percezione di questa vastità e infinità che ci sovrasta. Ecco, in questo senso la migliore riproduzione di sé sta nell'identificazione col genere umano. Ma è difficile realizzare questo obiettivo e, più ancora, quello di restarvi fedele.


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Enrico Galavotti - Homolaicus - Sezione Uomo-Donna
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Aggiornamento: 23/07/2014