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Il vento romba in maestosa voce,
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e con ruote di neve si dibatte
contro l'alte pareti, ove son gli erti,
bianchi deserti.
Irrigidita nel ghiacciato manto, |
| l'eccelsa vetta da un oceano immenso
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di globee nubi solitaria s'erge
e in ciel s'immerge.
Sola nel cielo sta l'isola nuova,
cui lambon muti i nubilosi flutti: |
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e col ciel parla, e dal suo ciel riceve | 375 |
raggi la neve.
O crasse nebbie, che di scialbe strisce
il pian coprite insino al terso giro
dell'orizzonte, dove l'ampia appare |
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curva del mare,
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a noi velate quella bassa vita
d'acri pensieri e torbe passïoni,
ove serpeggia nella nube fosca
la voglia losca.
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O azzurro arco del ciel, mare di venti,
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o nevi immacolate, eccelse vette
che le stelle specchiate, alti splendori,
parlate ai cuori!
Limpido l'aere ed è l'anima pura;
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solenne è l'orizzonte e largo il cuore;
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la mente ondeggia dal picco romito
per l'infinito.
E par dal diadema ampio di cime,
che s'incurva nevoso e si dilarga,
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per la terra alitar d'un Dio lo spiro,
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di giro in giro.
O gloria! Il sole dalla ruota d'oro
in un trionfo vivido s'innalza:
la fiammante raggiera in ciel distende;
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la terra accende.
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Sopra le nebbie, sulle globee nubi,
sui vasti ghiacci è tutto un roseo mare;
un fuoco spunta sulle cime elette:
brillan le vette.
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E così un giorno con divin saluto
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il padre Sol quassú t'illuminava,
bionda Signora; e il tuo pensier regale
drizzava l'ale.
Sulla soave maestà del volto,
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atteggiato di fede, ove il sorriso
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piú bel d'Italia si disegna, il lume
arse del Nume.
A Te gentile, a Te benigna e pia
apparve allor di prosperosa pace
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un santo regno, amando ogni fratello
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l'altro fratello;
e la vermiglia carità si pinse
presso la bianca fede in sulla guancia:
fulgean dagli occhi meditosi e chini
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raggi divini.
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Parve il sol gloriarti, alta augurando
sorte alla Prole, e i sottostanti picchi
di ghiaccio in festa scintillar cosparsi,
e a Te chinarsi.
Alfredo Baccelli
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