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Mercoledì 1° marzo 2000 pistone@mclink.it strenua nos exercet inertia Hor.
XI. - AI COMPAGNI DI MALTAProduce tuttora l'odorata Mèlite quelle rose di un tempo? Datele a noi. Or sí, finalmente, s'ha da coronare col fiore de' rosai melitensi il genio dell'Esperia risorta! È già primavera: già quel Genio, per sí lungo tempo sepolto sotto le rovine di Roma, balza su, come suole il germe dal seno delle zolle e il fuoco ardente dal fondo dell'Etna nevosa, come di nuovo sentí l'aria del cielo e stette avanti la Terra Madre, Proserpina, e sotto il fiammeggiare dei pini, accesi al fuoco dell'Etna, apparve rosseggiante in viso, e sembrò piú grande di prima. Portate, o compagni, le vostre rose! date che coi fiori del vostro paese noi onoriamo questa nuova Proserpina che, risorgendo ella ogni anno, noi chiamiamo ITALIA! ITALIA! Queste rose, nuove e fresche da antico ceppo, or sí, finalmente, conviene intrecciare! Sul capo della genitrice Italia riponiamo questa corona! Trad. Giovanni Pascoli |