LE FONTI SCRITTE
parte seconda parte prima
  • Gli studenti fuori sede dovevano affrontare notevoli spese per il proprio mantenimento agli studi: innanzi tutto quelle per l'alloggio (frequentemente erano gli stessi professori a fornire, dietro compenso, l'ospitalità in base a contratti triennali a fitto bloccato) e il noleggio del banco; le tasse di immatricolazione e gli onorari, "collecta", dovuti agli insegnanti; i diritti e le imposte d'esame.
  • Agli inizi del XIV sec., il Comune provvide a stipendiare i docenti, ma non per questo il rapporto insegnamento/apprendimento fu improntato a carattere di gratuità per gli scolari, in quanto essi erano pur sempre costretti a ingraziarsi le simpatie dei maestri, mediante le "regalie", ossia abiti di panno, berretti di vaio e guanti bianchi di capretto, specialmente in occasione degli esami e soprattutto della laurea, che era conferita nella Cattedrale di S. Pietro.


Opera di Jacobello e Pier Paolo Dalle Masegne, tratta da Per un museo medievale e del rinascimento, Comune di Bologna 1974

Annali di storia delle Università italiane, Clueb, Bologna 1997.

  • All'autorità ecclesiastica spettava infatti il compito di controllare la preparazione dei laureandi e la loro condotta morale.
  • Un esborso molto gravoso era rappresentato dall'acquisto o dalla consultazione a prestito dei testi: un manoscritto giuridico, ad esempio, poteva costare una cifra pari ad un quarto dello stipendio di un docente.
  • Il mercato librario gravitante attorno all'ambiente degli studenti era estremamente diversificato e complesso. Le specializzazioni relative a tale settore comprendevano infatti i seguenti ruoli professionali: stazionari (possessori o noleggiatori dei testi maggiormente usati); scriptores (o amanuenses; librarii (confezionatori di libri); ligatores; extimatores; miniatori; cartolari o pergamentari (addetti alla fornitura del materiale scrittorio).
  • Nonostante la normativa, in molti casi la tensione si estrinsecò in risoluzioni tragiche. A tale proposito, l'episodio più famoso è riassumibile nelle vicende ricollegabili alla Pietra della Pace, datata 1322 e conservata presso il Museo Archeologico Medievale.
  • La storia è narrata dal cronista Cherubino Ghirardacci: "Era venuto allo Studio di Bologna un giovine di assai belle fattezze, e grato aspetto, chiamato Giacomo da Valenza, il quale (come il più delle volte aviene de' giovani, sendo assai più intento a piaceri, che agli studii) ritrovandosi un giorno ad una festa, che nel tempio maggiore della città si celebrava, a caso gli venne fisso gli occhi in una donzella di bellissimo aspetto, chiamata Costanza, figliuola di Franceschino o Cecchino de'Zagnoni d'Argelà assai ricco cittadino, e nepote di Giovanni Andrea famosissimo dottore di legge, e di lei si fieramente s'innamorò, che né giorno, o notte ritrovava riposo al cuore, anzi vie più di hora, in hora cresceva il dolore, e questo perché la giovine niente l'osservava, ma salda nella sua buona creanza ed honestà si mostrava aliena del tutto, da questi amorosi inciampi [...]".
cartolina Santerno edizioni
  • In altri casi l'immagine della città si connota altresì in modo completamente diverso, assumendo dunque una valenza positiva, in relazione alla personalità e alla morale dello studente. "Bononia olim, me adulescente, omnis honestae letitiae templum erat" poté infatti scrivere Francesco Petrarca nel 1363 all'amico Guido Settimo, già compagno di studi [nota 12].
  • Le parole dell'artista estrimono una visione indubbiamente idilliaca, soprattutto perché legata al "tempo felice" della giovinezza. L'immagine di città utopica è del resto smentita dalla serie di profezie e oroscopi che, a pochi anni di distanza dal testo petrarchesco, furono rese note e divulgate tra maestri e studenti delle scuole di Porta Nova. Nel 1388 la profezia riguardò addirittura lo Studio, decretandone la decadenza: "Bononia studium perdet" [nota 13]. Testimonianza di una cultura dell'angoscia dedita all' occulto che, nelle dissonanze planetarie, identifica gli indizi negativi per elucubrazioni rispecchianti un immaginario sociale periodicamente in stato di allarme.

Petrarca (da V.De Caprio-S.Giovanardi, Letteratura italiana, Einaudi, Torino 1995)

NOTE

7. Chartularium Studii Bononiensis, a cura di G.Zaccagnini, Bologna presso l'Istituto per la Storia dell'Università di Bologna, Bologna 1931.

8. Boncompagno da Signa. Testi riguardanti la vita degli studenti a Bologna nel sec.XIII, a cura di V.Pini, in "Quadrivium", Bologna 1968.

9. AD M.III.XXII DIE II MARCII ICPTU E ULTIO APLIS PFCM FUIT P RECOCILIAOE STUDII. / H ECCE OP SUB REGIE NOILLIU VIROUM DNOU BTHOLOMEI LABTI D CIPRO CAN FAMAG ULTRAMON E BNADI / CATENACII CAN S.ANTONII DPLAC CITRAMON / RECTOR E SCULPTOR H IIII SAPIENTUM.

10. Lettera tratta dal testo di G.VECCHI, Indirizzi, programmi, sermoni e ritmi di maestri delle "artes" a Bologna nel sec.XIII, in "Quadrivium", XVI (1975).

11. G.Vecchi, op. cit. .

12. a Bologna, di cui non credo per le diverse terre essere stata mai città né più libera né più gioconda. Ricordalo, amico mio, quanto ivi era l'ordine, la vigilanza, la maestà dei professori!... Io andavo attorno con i giovanetti miei compagni. Nel dì delle feste a frotte si scorreva lungi dall'abitato, sicché spesso ci mancava il giorno nel mezzo della campagna. Sotto la cupa notte si faceva ritorno e spalancata trovavasi la città. Che se per caso era serrata, egli era nulla, perché la città non aveva allora muraglia, ma un fragile steccato tutto logoro per vecchiezza difendeva quell'intrepida gente". (FRANCESCO PETRARCA, Seniles, a cura di G.Fracassetti, Firenze 1870)

13. PIETRO di MATTIOLO, Cronaca bolognese, a cura di C.Ricci, G.Romagnoli, Bologna 1885.