L'OTTOCENTO ITALIANO ED EUROPEO
DAL CONGRESSO DI VIENNA
ALLA VIGILIA DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE


I MOVIMENTI INSURREZIONALI IN ITALIA

In Italia, durante il decennio degli anni Cinquanta dell'Ottocento, il trionfo della linea politica moderata di Cavour non avvenne senza contraddizioni e senza scontri interni al movimento per l'indipendenza. Fu questo il periodo in cui si fece più intensa l'attività dei democratici mazziniani.

Mazzini aveva costituito nel 1850 un Comitato Nazionale Italiano che programmò e diresse una serie di iniziative insurrezionali. Caddero sotto la repressione austriaca numerosi patrioti mazziniani, impiccati a Belfiore tra il 1852 e il 1853. Gli insuccessi di questi anni non scoraggiarono i mazziniani i quali, al contrario, resero la loro azione più intensa. Sciolto il Comitato, nacque il Partito d'Azione (1853) col proposito di rendere più efficace l'azione insurrezionale. Ancora legate ad una visione della lotta politica tipicamente romantica (fatta di azioni esemplari e sacrifici individuali attraverso cui svegliare le coscienze popolari), queste iniziative continuarono a restare fatti isolati e quindi facilmente stroncate dalle forze al potere.

In questo quadro si colloca la spedizione di Sapri. Il napoletano Carlo Pisacane, ex ufficiale dell'esercito borbonico, mazziniano fervente fino al 1849 si era staccato da Mazzini e si era via via convinto che non di ideali avesse bisogno il popolo, ma di lavoro, di pane, e che specialmente le masse contadine avessero bisogno di possedere quella terra che lavoravano per altri: “Il popolo - scriveva - sente i suoi mali e mormora nello scorgere il proprietario e il capitalista, oziando, godersi i frutti del lavoro del contadino e dell'operaio, mentre questi guadagnano frusto a frusto la vita. Il popolo più non accetta il suo stato. Il primo sentimento di disgusto per lo stato presente, che già comincia a palesarsi nel popolo, è il germe della futura rivoluzione italiana”. Convinto che le masse contadine non avrebbero potuto non battersi per l'indipendenza e l'unità d'Italia in vista di una trasformazione sociale fondata su queste idee, nel '57 organizzò con pochi compagni una insurrezione a Sapri che fallì tragicamente per l'impreparazione di quelle popolazioni a comprendere le sue idee; i contadini, addirittura convinti che fossero sbarcati dei briganti, si unirono alla polizia per dare la caccia a Pisacane (che, ferito e preso, si uccise) ed ai suoi compagni che finirono nelle carceri borboniche.

I moti carbonari


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Enrico Galavotti - Homolaicus - Sezione Storia - Moderna
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Aggiornamento: 02/04/2014