ECONOMIA E SOCIETA'
idee per il socialismo democratico


L'IMPOSIZIONE FISCALE

I - II - III

di Leonardo Quinto Monopoli

L’IMPOSIZIONE FISCALE IN UNA SOCIETA’ APERTA

Qui a fianco chi legge potrà farsi una idea di quello che pensavo qualche anno fa. Ero quel che Popper avrebbe definito un “totalitario” (sia pure in buona fede!) perché fissavo una volta per tutte un sistema giusto da imporre alla collettività.

Ora ho cambiato idea. Non ho raggiunto certo una idea definitiva su come dovrebbe essere l’imposizione fiscale, né ho rigettato completamente alcuni sogni del passato. Insomma, il lettore rischia di ritrovarsi fra qualche tempo una terza colonna che presenti una nuova revisione!

Le ultime elezioni politiche in Italia (nel 2006) che hanno visto la vittoria del centro-sinistra, hanno avuto una grossa novità: la nascita della Rosa nel Pugno, un movimento politico che definisco eclettico, perché prende alcuni valori storici della sinistra (come ad esempio l’affermazione del diritto a un reddito di esistenza, dato cioè per il solo fatto di esistere) e valori propri del liberismo (il libero mercato, con il lavoro precario, la cui apparente ingiustizia è corretta appunto dalla presenza di un reale sistema di indennità di disoccupazione – che può essere identificato con il reddito di esistenza di cui ho parlato prima).

Questo eclettismo politico mi convince, almeno in questo momento storico, per l’affermazione dei diritti di laicità, contro le ingerenze della Chiesa, e per altri motivi che non dirò per non uscire fuori tema.

Dunque mi sono persuaso che non si può stabilire una volta per tutte una aliquota di tassazione. Occorre ragionare in termini di attualità, provvisorietà e ricerca di un accordo sempre rivedibile, nell’ottica di un riformismo progressivo, quale indicato da Popper nel modello di società aperta.

I punti fermi sono, secondo me, i seguenti:

1) necessità del federalismo fiscale, solidale, nel senso che una parte degli introiti andrà gestito localmente, e un’altra parte dovrà essere indirizzato a un organismo centrale – nazionale, o meglio ancora, in un prossimo futuro, mondiale, il quale organismo penserà ad attuare la solidarietà nei confronti delle regioni del mondo meno ricche;

2) fine di ogni totalitarismo, con una politica di democratizzazione mondiale (e nel campo fiscale ciò si riflette in un ordine nuovo, che impedisce a dittatori di decidere arbitrariamente chi tassare e come gestire gli introiti, ma ogni decisione viene presa da organismi democraticamente eletti, sia a livello locale e poi via via sino ad arrivare a un organismo centrale mondiale);

3) questo organismo centrale mondiale può identificarsi in una ONU che finalmente abbia poteri vincolanti (il lettore potrà leggere a fianco rendendosi conto di come i sogni più antichi siano sempre validi, sia pure adattabili alla situazione attuale…).

Fasano, 9 maggio 2006

UN’IMPOSIZIONE FISCALE FORTEMENTE PROGRESSIVA
PER ASSICURARE L’UGUAGLIANZA TRA I CITTADINI

E’ proprio di questi giorni il dibattito tra forze politiche di centro-destra e centro-sinistra se sia doveroso ridurre le tasse ai cittadini. Si vorrebbe addirittura giungere a una aliquota massima del 33%, rispetto all’attuale 45%, per le persone fisiche. Solo l’estrema sinistra percorre una via diametralmente opposta: l’aliquota massima dovrebbe essere elevata, le tasse diventare fortemente progressive, al fine di assicurare l’uguaglianza sostanziale tra i cittadini.

Qual è il sistema migliore? E in particolare cosa si augura un socialista democratico?

Un teorico recentemente scomparso, Robert Nozick (liberista), propugnava uno Stato minimo con bassa tassazione tale però da garantire un sistema di polizia e magistratura atto ad assicurare il rispetto dei contratti traslativi della proprietà e difendere i consociati da furti e altri illeciti. Il resto doveva essere lasciato al libero arbitrio dei cittadini. Ma lo stesso Nozick era consapevole che le situazioni patrimoniali esistenti sono il risultato spesso di vecchi illeciti (la proprietà è originata da furti, inganni e avvelenamenti, come ben sapeva Marx!) e giustizia vuole che tali situazioni vengano rettificate nel breve periodo con uno Stato più che minimo, che permetta anche ai cittadini più bisognosi (che si presume siano i discendenti delle vittime di antichi soprusi) di godere di un patrimonio dignitoso.

Ma il sistema di Nozick, che garantisce sicuramente la piena espressione della libertà dei consociati, non è – a mio parere – il migliore dei sistemi possibili. Cosa assicura, una volta che è trascorso il breve periodo dello Stato più che minimo, che le cose si mettano in moto con un respiro che non si incepperà mai più? E poi, se taluno dissipa il patrimonio personale, certamente i suoi discendenti dovranno pagarne le amare conseguenze. E – cosa ancor più grave – Nozick non conosceva una solidarietà sociale che andasse oltre la non obbligata liberalità.

E’ proprio la solidarietà il cardine intorno a cui ruota una concezione di vita che concili democrazia e comunismo. Per ottenere l’uguaglianza sostanziale è doverosa una imposizione fiscale fortemente progressiva (fino all’80-90% di aliquota massima). Questo enorme patrimonio ritornerà di fatto nelle mani dei consociati, che dovranno essi stessi pianificare i modi di utilizzo, pianificazione che non deve essere centralizzata per non incorrere in uno Stato burocratico come era l’ex Unione Sovietica.

Il sogno è, a ben guardare, antichissimo. Dante stesso parlava di autonomie locali che avrebbero dovuto essere coordinate da un vertice che per quei tempi sarebbe stato l’imperatore, mentre oggi potrebbe benissimo essere l’ONU. I proventi delle tasse devono al tempo stesso servire ad attuare le scelte particolaristiche decise a livello regionale e quelle supernazionali e di coordinamento e solidarietà socio-economica decise da un’ONU democratizzata.

In particolare dovranno essere assicurati i servizi sociali, non più gestiti da una burocrazia centralizzata ma dalle autonomie locali e dalle università che diventeranno veri centri di ricerca.

Fasano, 25 luglio 2003

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Le immagini sono prese dal sito "Foto Mulazzani"

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Enrico Galavotti - Homolaicus - Sezione Economia -  - Stampa pagina
Aggiornamento: 22/04/2015