LA QUESTIONE DEL NATALE

MITI E LEGGENDE DI QUESTA FESTIVITA'


QUALE MESE?

Pittura su tavola di scuola tedesca, 1130-1140

Secondo la tradizione

Poiché Lc 2,8 afferma che "alcuni pastori vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge", nei primi tre secoli molte comunità davano per assodato che il Cristo fosse nato in primavera (tra il 25 marzo e il 29 maggio).

Siccome si riteneva che la creazione del mondo fosse iniziata a partire dal 25 marzo, ad un certo punto alcune comunità cristiane cominciarono a fissare la data della nascita di Gesù al 28 marzo, poiché al 4° giorno della creazione Dio creò il sole (stando al profeta Malachia 3,20, il sole coincide col "messia", sole di giustizia).

Peraltro, da alcuni calendari antichi il 25 marzo, coincidendo con l'equinozio di primavera e col risveglio della natura, veniva considerato come giorno d'inizio anno.

Quando si decise, nel IV secolo, di mettere il Natale al 25 di dicembre, si trasformò il 25 marzo in festa dell'annunciazione, cioè in giorno a partire dal quale inizia la gestazione di Maria.

La fissazione della data del 25 di dicembre la troviamo, per la prima volta, verso la metà del IV secolo, nel "Calendario di Furio Dionisio Filocalo" (cronografo romano). In corrispondenza di questa data sono segnate due feste: una pagana (la nascita del Sole Invitto) e una cristiana (la nascita di Cristo).

Nella notte tra il 24 e il 25 di dicembre (del calendario giuliano), in coincidenza col solstizio invernale, si accendevano, in tutte le regioni dell'impero romano, grandi falò per "aiutare" il sole ad apparire all'orizzonte (le giornate infatti in quel periodo cominciano ad allungarsi).

Le varie feste pagane che coincidevano con l'attuale periodo natalizio erano dedicate a divinità nate in maniera miracolosa il 25 dicembre o il 6 gennaio, come Dioniso, Osiride, Mithra..., identificate col sole. Di qui il significato della parola greca "epifania": apparizione di una divinità o di un suo intervento tra gli uomini attraverso segni prodigiosi. 

La tradizione cristiana vuole stabilita, almeno a Roma, una liturgia natalizia ufficiale intorno al 335-36 per opera di papa Liberio, in quella che oggi è la basilica di S. Maria Maggiore. Ma nel IV secolo se ne trovano anche in Africa, Spagna e Nord-Italia.

Clemente Alessandrino, che viveva ad Alessandria d'Egitto, basò il calcolo della nascita di Cristo sulla data di morte dell'imperatore Commodo, 31 dicembre 192 d.C. Quell'avvenimento dista dalla nascita di Cristo esattamente 194 anni, un mese e 13 giorni, il che ci porta al 17 novembre del 3 a.C. Il mese di novembre nell'Egitto greco-romano doveva essere dominato dal culto di Osiride, il dio morto identificato col sole e la regalità, che feconda la sorella sposa Iside e si manifesta nel figlio Horus, altro sole regale nel quale si riflette il faraone vivente. Horus sarebbe nato nel solstizio invernale.

Tuttavia un editto dell'imperatore Valentiniano, promulgato nel 389 (ripreso nel Codice Teodosiano nel 438 e più tardi in quello di Giustiniano), non fa alcun cenno alla festività del Natale, riconoscendo solo, come festività cristiane, la quindicina pasquale e le domeniche.

Inizialmente l'unica festa cristiana invernale era quella dell'Epifania, sorta nel II secolo tra i cristiani d'Egitto e poi diffusasi in tutto l'oriente. In Gallia infatti ancora nel 361 la natività veniva celebrata il 6 gennaio; ad Alessandria lo sarà fino al sec. V; a Gerusalemme fino al VI. Presso gli Armeni, ancora oggi, Natale ed Epifania coincidono.

I primi cristiani usarono la parola "epifania" o "teofania" per indicare non tanto la nascita "fisica" del bambino Gesù (seppur già redentore dell'umanità), quanto piuttosto il suo battesimo ad opera di Giovanni Battista, cioè la sua manifestazione pubblica al mondo. L'Epifania era una sorta di festa teologico-politica.

E' stata la chiesa di Roma a separare il Natale dall'Epifania, per poter sostituire la festa pagana in onore del dio sole con la festa del nuovo "Sole/Cristo" che brilla per tutti gli esseri umani. A dir il vero fu una setta ereticale che per prima si rifiutò di festeggiare la nascita del Cristo al 6 di gennaio: quella donatista, al tempo di Agostino d'Ippona.

Verso la fine del sec. IV il Natale cominciò a essere festeggiato anche a Costantinopoli e ad Antiochia. Poi si diffuse in tutto l'oriente. 

Oggi l'Epifania, nel mondo cattolico, coincide con la visita dei Re Magi a Gesù (le due domeniche che seguono l'Epifania sono dedicate al Battesimo di Gesù e al suo primo miracolo a Cana); nel mondo ortodosso continua a rappresentare il battesimo di Gesù.


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Enrico Galavotti - Homolaicus - Religioni - Nuovo Testamento
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Aggiornamento: 26/12/2012