Da: Nigra Piero [PNigra@libero.it
Inviato: giovedì 26 settembre 2002 18.25 

Ho letto con particolare interesse il tuo articolo pubblicato in internet intitolato “Dio e il serpente”, dove hai fatto un’analisi profonda (anche se abbastanza semplice e comprensibile) di quella che è la reale natura umana. Condivido appieno la tua interpretazione, originale, della prima parte di Genesi e ugualmente approvo le tue conclusioni, ma mi piacerebbe continuare questo discorso proprio dove lo hai concluso tu. 

Chi legge con interesse il tuo articolo, come ho fatto io, non può far altro che fare delle riflessioni obbligatorie: è vero che nel futuro l’umanità dovrà darsi necessariamente degli indirizzi di collaborazione altruistica, ma dovrà, come tu stesso affermi, rinunciare parzialmente alla sua libertà individuale (per molti versi illusoria) di decidere ciò che è bene e ciò che è male. Inoltre, ciò è possibile o è ormai già troppo tardi per quest’inversione di tendenza? 

Se siamo ancora in tempo, come io sono fermamente convinto (poiché credo all’autoadattamento dei livelli sistemici, come per esempio “Gaia”, per intenderci), come, dove, perché, quando e in quanto tempo dovrebbe esserci un cambiamento di rotta? Sarà comunque un processo che interesserà l’intera umanità, a partire da prese di posizioni di qualche super organismo giudiziario al di sopra delle nazioni, oppure inizierà dal basso come un piccolo embrione che tenderà a svilupparsi rapidamente in modo indipendente da questo sistema competitivo? Sono domande che rimarrebbero senza risposta se non ci fossero reali punti di riferimento che è la natura stessa ad offrirci. 

Quindi non si tratta di formulare nuove ideologie o rielaborare filosofie passate, ma è sufficiente copiare, senza inventare nulla e nulla aggiungere, un modello che è collaudato in natura da milioni e milioni d’anni, e conservato e riprodotto perché è il più funzionale e meno dispendioso d’energia. Proprio per queste caratteristiche selettive della natura i traguardi che l’umanità sarà indotta a darsi saranno scontati, perché, non dimentichiamolo, l’uomo è uno strumento della natura e non il suo manipolatore impunito. 

L’unico libero arbitrio dell’individuo sarà di decidere se fare parte, oppure no, di questo sistema nascente, quindi una scelta del tutto consapevole e autonoma. Si ripercorreranno, in senso inverso, le vie che dal comunismo primitivo hanno portato all’individualismo sempre più marcato, caratteristico dei nostri giorni e della nostra civiltà. Come te stesso tieni a sottolineare, non potrà esserci un ritorno al comunismo primitivo, perché, in ogni caso, dobbiamo fare i conti con l’evoluzione tecnologica, ai cui vantaggi nessuno vorrà rinunciare. 

Sarà possibile conciliare la nostra natura di “animali sociali” con la tecnologia complessa, che fino ad oggi è stata un sostegno a questo sistema competitivo e individualista? Anche a quest’interrogativo la natura dà una risposta scontata: la tecnologia sarà indispensabile per la formazione di questo futuro sistema, che terrà comunque conto dell’antica struttura sociale dei cacciatori-raccoglitori, dei quali siamo gli eredi genetici. 

L’osservazione dei modelli naturali può spiegarci in modo semplice (come un perfetto manuale d’istruzioni) come potrà nascere, crescere ed affermarsi, in modo del tutto “indolore”, questa nuova società. Spero di aver stimolato un po’ la tua curiosità perché, ti confesso, mi piacerebbe discutere (anche attraverso la posta elettronica) con gente sensibile a queste argomentazioni (e ti assicuro che, almeno da parte mia, non è facile trovare interlocutori interessati). 

Considerato che il campo di discussione è molto vasto, ti proporrei di trovare tu alcuni punti per estendere un po’ alla volta questa conversazione. Spero che non consideri la cosa priva d’importanza o addirittura ridicola (io la ritengo un piccolo passo verso quella forma di collaborazione collettiva che anche tu auspichi).