- In latino i "calculi" stavano appunto a
significare i "sassolini" che si ponevano in una tavoletta con apposite
scanalature. In Occidente è stato importato verso il Mille ed è rimasto in uso fino al
XVI sec, benché già nel 1215, in una gara di calcolo voluta dall'imperatore Federico II
di Svevia, si era appurato che il calcolo coi numeri indo-arabi era più veloce di quello
coll'abaco. Lo "zero" non ebbe mai una rappresentazione grafica o simbolica.
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Abaco romano: a sinistra i pallini in posizione di
calcolo; a destra raffigurano il n. 641.792. Le palline superiori valevano cinque unità
ciascuna; quelle inferiori una unità. Ogni fila verticale rappresenta valori numerici
crescenti: partendo dall'ultima, unità, decine, centinaia ecc.
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