L'ABACO

Sistema posizionale a base tre (simboli: 0, 1, 2).
  • L'abaco è il progenitore del più moderno pallottoliere. La parola viene dal semitico abq, che significa "polvere", "sabbia". Non si sa quale popolo abbia inventato questa potente macchina calcolatrice, forse i babilonesi: gli esemplari a nostra disposizione (e che appartennero ai Maya, Egiziani, Cinesi, Romani...) hanno più di 2000 anni. (Alcuni storici sostengono che l'abaco abbia più di 5000 anni).
  • In latino i "calculi" stavano appunto a significare i "sassolini" che si ponevano in una tavoletta con apposite scanalature. In Occidente è stato importato verso il Mille ed è rimasto in uso fino al XVI sec, benché già nel 1215, in una gara di calcolo voluta dall'imperatore Federico II di Svevia, si era appurato che il calcolo coi numeri indo-arabi era più veloce di quello coll'abaco. Lo "zero" non ebbe mai una rappresentazione grafica o simbolica.

Abaco romano: a sinistra i pallini in posizione di calcolo; a destra raffigurano il n. 641.792. Le palline superiori valevano cinque unità ciascuna; quelle inferiori una unità. Ogni fila verticale rappresenta valori numerici crescenti: partendo dall'ultima, unità, decine, centinaia ecc.

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  • Il pallottoliere sopravvive anche in Cina e in Russia. Se dotato di 15 bacchette ha una capacità numerica di centomila miliardi meno uno. Per fare operazioni con questo strumento basta conoscere la tabella di addizione e la tavola pitagorica da uno a nove.