ARTE ANTICA MODERNA CONTEMPORANEA


LA TOMBA DI GIULIO II

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  • Insieme al loro status mitico, i quattro schiavi o Prigioni hanno acquisito nomi generalmente accettati, che probabilmente niente hanno a che fare con il pensiero di Michelangelo: il giovane schiavo, lo schiavo atlante, lo schiavo che si risveglia e lo schiavo barbuto. Due figure sono certamente barbute.
Giovane schiavo Schiavo atlante Schiavo che si risveglia Schiavo barbuto
  • Non c’è accordo sul significato delle quattro figure e le fonti del XVI secolo offrono interpretazioni contrastanti. Michelangelo si riferiva ad essi semplicemente come captivi o schiavi. Come statue individuali, hanno acquistato identità molto lontane dal loro scopo originario, relativo alla complessa struttura architettonica della tomba di Giulio.

Particolare della testa di S. Matteo (Firenze, Accademia)

  • Come il san Matteo, ogni schiavo fu scolpito da un lato del blocco e liberato solo parzialmente. Questo processo creativo viene perfettamente descritto dalla singolare metafora di Michelangelo di levare una statua come da una vasca d’acqua (l’acqua rappresenta il blocco di marmo).
  • Le pose di queste figure erculee, la loro incompiutezza e anche le suggestività delle parti scolpite contribuiscono a rendere queste sculture irresistibili. Questi schiavi danno agli spettatori l’impressione che stiano lottando per liberarsi dalla loro materia. In realtà sembra che questa liberazione possa essere compiuta piuttosto facilmente, tale è la forza con cui Michelangelo ha proiettato la loro esistenza nei blocchi. C’è un forte phatos nella lotta senza speranza di queste figure, phatos che probabilmente sarebbe potuto rimanere anche se fossero state formalmente terminate.

  • "Non ha l’ottimo artista alcun concetto ch’un marmo solo in sé non circoscriva col suo cuperchio, e solo a quello arriva la man che ubbidisce all’intelletto". Insomma gli schiavi erano concepiti come esseri privati di quella libertà di azione che caratterizza invece il David. Le forme corporee, come nel San Matteo, tendono ad essere compresse entro un piano singolo. E' la pietra non scolpita che li imprigiona, proprio come le catene o come qualche forza interiore inspiegabile avrebbe potuto, se fossero stati completati e collocati sulla tomba di Giulio.
  • Tuttavia, nel loro stato d'incompiutezza alcune di esse comunicano un senso di stanchezza e quasi di apatia, in disaccordo con i corpi vigorosi e con la lotta apparente. Queste caratteristiche contrastanti nelle singole figure suggeriscono un malessere sia fisico che spirituale, che apparve spesso nella scultura di Michelangelo da questo periodo in poi e che sfociò nel suo ultimo capolavoro della Pietà che come idea e realizzazione sembra molto vicina a questi non finiti.

Pietà Rondanini (Milano, Museo del Castello Sforzesco)

Mauro Scozzi


Web Homolaicus

Enrico Galavotti - Homolaicus - Sezione Arte
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Aggiornamento: 27/08/2015