DIDATTICA DI LETTERATURA ITALIANA
I - II
| SEQUENZE | |
La struttura di un testo (intreccio) va scomposta in
sequenze (blocchi di significato), che vanno poi, in genere, riordinate
secondo una successione logica e cronologica, al fine di ottenere una
storia coerente (fabula).
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| DESCRITTIVE (statiche) | di un personaggio o paesaggio o oggetto o situazione..., non sviluppano l'azione, ma danno informazioni. Ritmo lento. |
| NARRATIVE (dinamiche) | degli avvenimenti o fatti o azioni. Ritmo veloce, sostenuto. |
| DIALOGICHE (statiche) | di dialoghi fra personaggi, con discorsi diretti (virgolettati "", o con lineette -). Ritmo lento della narrazione perché per forza analitico, anche se il dialogo è concitato. |
| RIFLESSIVE (statiche) | l'autore spiega qualcosa con un ragionamento o riflessione, espone le sue idee su un argomento o analizza la psicologia di un personaggio. Ritmo lento. |
| FABULA E INTRECCIO | |
| Chi legge parte dall'intreccio voluto dal narratore,
cioè dagli avvenimenti disposti secondo un certo ordine, che l'autore
sceglie a sua discrezione, mostrando la propria abilità narrativa. La fabula è invece la ricostruzione fatta dal lettore degli avvenimenti disposti secondo un ordine logico e cronologico. Fabula e intreccio possono anche coincidere, ma in genere l'autore preferisce usare un intreccio accattivante, in grado di incuriosire e far continuare la lettura. La FABULA ha generalmente una struttura ricorrente (ma non sempre segue questa successione): |
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| ANTEFATTO (o prologo) |
Ciò che è accaduto prima dell'inizio della storia. E' facoltativo perché vi si può alludere indirettamente durante il racconto. |
| SITUAZIONE INIZIALE | L'inizio tranquillo di una storia (momento di equilibrio). |
| CRISI | La rottura dell'equilibrio iniziale dà avvio alla storia. |
| PERIPEZIE | Le avventure o vicissitudini per risolvere il problema. Entrano in azione dei personaggi che ostacolano o aiutano il protagonista. |
| CLIMAX | La vicenda raggiunge il massimo della tensione o della complessità. |
| SCIOGLIMENTO | Qualcosa di decisivo risolve il problema. |
| EPILOGO | Si torna a una nuova situazione di equilibrio (a volte è sottinteso o solo accennato). |
| Nell'INTRECCIO l'ordine dei fatti può essere modificato in vari modi. Questi i principali: | |
| RETROSPEZIONE (o flash-back) |
La storia non viene raccontata dall'inizio alla fine ma dalla fine all'inizio. Si compie un salto all'indietro, perché si parla di fatti accaduti in un tempo precedente a quello scelto per la narrazione. Anche i tempi verbali cambiano. |
| ANTICIPAZIONE | L'ordine degli avvenimenti viene interrotto per anticiparne alcuni, p.es. sotto il pretesto di un sogno o visione o profezia. Spesso il loro significato si capisce solo alla fine del racconto, quando risulta evidente ch'erano un presagio o premonizione di ciò che effettivamente è poi accaduto. |
| A INCASTRO | All'interno di una storia principale si inseriscono una o più storie secondarie. |
| ALTERNANZA DEI FILONI NARRATIVI | L'autore tratta di più vicende, passando dall'una all'altra in maniera molto disinvolta. |
| CONCATENAZIONE | Diverse vicende autonome (avventure) sono legate tra loro da un unico filone conduttore, p.es. dalla presenza di uno stesso personaggio o da un elemento simbolico. |
| STRUTTURA AD ALBERO | Dal filone principale della narrazione scaturiscono in successione varie vicende ad esso collegate. |
| IN MEDIAS RES | Una tecnica molto efficace per il momento iniziale di una storia (o di una sequenza) è quella che fa trovare il lettore "nel bel mezzo delle cose", nel pieno della vicenda, senza l'aiuto di spiegazioni preliminari. L'effetto di spaesamento del lettore è voluto apposta dal narratore, che spiegherà successivamente il significato di quello che ha scritto. |
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RITMO NARRATIVO |
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| L'intreccio modifica il rapporto fra la durata reale degli avvenimenti e la loro durata narrativa. Un racconto può essere molto lungo ma per parlare di una situazione molto breve. | |
| SCENA | Tempo reale e Tempo narrativo coincidono. Tendono a prevalere i dialoghi o l'autore descrive le azioni dei personaggi usando gli stessi tempi in cui avvengono. |
| ANALISI | Tempo reale è più breve di quello narrativo. L'autore segue tutti i pensieri di un personaggio, eventualmente commentandoli, o analizza tutti gli avvenimenti, dilatando la loro durata. La narrazione è volutamente rallentata. |
| SOMMARIO | Il tempo reale sarebbe più lungo di quello narrativo, ma viene abbreviato ricorrendo al riassunto dei fatti principali, oppure per indicare l'assenza di fatti significativi. |
| ELLISSI | E' un salto temporale che si verifica quando un periodo di tempo non viene raccontato o perché la vicenda è troppo lunga (o complessa), oppure per creare una zona di mistero. Il tempo della storia è indefinito, mentre il tempo del racconto è nullo. |
| PAUSA | Sono tutte quelle parti descrittive che bloccano la narrazione degli avvenimenti. Il tempo della storia è nullo, mentre quello del racconto ha una durata indefinita. |
| TEMPI VERBALI | |
I tempi verbali si suddividono in: |
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| COMMENTATIVI (partecipativi) |
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| NARRATIVI (distacco) |
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| TEMPI DI AMBIENTAZIONE | |
| EPOCA | L'epoca, riferita al passato, al presente o al futuro, può essere indicata con grande precisione o lasciata indefinita. |
| DISTANZA | E' il tempo che separa l'epoca in cui si svolgono i fatti dall'epoca in cui vengono narrati dall'autore o da un protagonista della storia. |
| DURATA | E' il periodo di tempo che intercorre fra l'inizio della vicenda e la sua conclusione. A volte è espressa chiaramente, altre volte resta incerta o va ricavata attraverso degli indizi. |
| DESCRIZIONE DI LUOGHI |
Collocata in genere in una pausa del racconto. Indica luoghi:
Nonostante la descrizione non è detto che si riesca a capire esattamente in che luogo ci si trovi. Inoltre non è possibile associare in maniera schematica una descrizione fisica con una morale: p.es. "spazio chiuso" può voler dire "casa", "città", ma anche "prigione", "senso del limite". |
| TECNICHE DESCRITTIVE | |
| BASATA SUI SENSI | Vista, udito, tatto, olfatto, gusto (è evidente che in un racconto scritto la vista prevale, anche quando si parla di rumori, ma un racconto può essere anche ascoltato, oppure visto e ascoltato contemporaneamente, come nel cinema o alla tv o a teatro). |
| STATICA | In un unico colpo d'occhio l'autore rende un'immagine, come se fosse fotografata. |
| DINAMICA (o CLASSICA) |
Lo sguardo del narratore si muove: destra/sinistra (o viceversa), alto/basso (o viceversa), avanti/indietro (o viceversa), generale/particolare (o viceversa), come in un film. In genere la descrizione è lenta. |
| IMPRESSIONISTICA | Tanti particolari confusi vengono ricostruiti nel loro insieme dal lettore. |
| OGGETTIVA (o INFORMATIVA) |
Esprime un punto di vista neutro (senza valutazioni o impressioni) del narratore, che può apparire anche esterno alle vicende. |
| SOGGETTIVA (o PSICOLOGICA) |
Esprime il punto di vista di un personaggio, che può vedere meno cose di un narratore. |
| TECNICHE NARRATIVE PARTICOLARI | |
| STRANIAMENTO (o INGENUITA') |
Il narratore adotta un punto di vista ingenuo, come se vedesse le cose per la prima volta. |
| SUSPENSE | Si ha quando nei libri o film d'avventura o azione l'autore spinge il lettore (o spettatore) ad assumere un punto di vista superiore a quello del personaggio, soprattutto quando quest'ultimo sta correndo un rischio o un pericolo. |
| IRONIA | Un narratore onnisciente dice il contrario di quello che pensa, assumendo il punto di vista di un personaggio, ma sa anche che il lettore è in grado di riconoscere il significato reale delle sue parole, diverso da quello letterale. |
| SISTEMA DEI PERSONAGGI E TECNICHE DI PRESENTAZIONE | |
| I personaggi si suddividono in tre categorie: | |
| PROTAGONISTI | individuale / piccolo gruppo / collettivo |
| COMPRIMARI | ruolo secondario ma essenziale |
| COMPARSE | ruolo molto secondario, non essenziale |
| L'intreccio tra i personaggi può essere di vari tipi: | |
| TRIANGOLARE | marito, moglie, amante |
| BINARIO | due gruppi contrapposti |
| QUADRANGOLARE | rapporti tra quattro figue |
| Di un personaggio si possono descrivere: | |
| TRATTI |
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| RITRATTO |
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| AUTORITRATTO | Quando il personaggio si presenta da sé. |
| PRESENTAZIONE INDIRETTA | Il personaggio è presentato attraverso le parole di altri personaggi che parlano con lui o in sua assenza. |
| PRESENTAZIONE DIRETTA (o IN AZIONE) |
Il personaggio è mostrato al lettore mentre dice o fa qualcosa, senza una presentazione specifica (che può anche esserci successivamente). |
| CLASSIFICAZIONE DEI RUOLI DEI PERSONAGGI | |
| PROTAGONISTA | E' al centro dell'azione, generalmente la mette in moto o ne è vittima, è comunque il più presente. Se sono due, l'altro è co-protagonista. |
| ANTAGONISTA | Si contrappone al protagonista, indirettamente dà significato alle azioni del protagonista. |
| DONATORE / AIUTANTE | Fornisce al protagonista gli strumenti per lottare e può affiancarlo nella lotta (in tal caso l'aiutante è sempre volontario). Donatore e Aiutante possono anche non coincidere. |
| OGGETTO | Persona o cosa desiderata o temuta, che mette in moto l'azione. |
| MANDANTE | Personaggio che affida al protagonista la missione da compiere. Il protagonista può dovergli rendere conto. Il mandante può anche essere un ideale astratto (senso del dovere, l'amore...). |
| FALSO PROTAGONISTA | Personaggio che tenta di sostituirsi al protagonista senza averne le qualità (può coincidere con l'antagonista, oppure essere un falso aiutante). |
| TIPOLOGIA DI NARRATORI | |
| AUTORE REALE | Lo scrittore che materialmente scrive una storia. |
| AUTORE IMPLICITO | Così come se lo immagina il lettore. Può non coincidere con l'autore reale. |
| NARRATORE | Può coincidere con l'autore reale, ma può essere
chiunque, in quanto è colui che racconta una storia. Ci possono essere
anche più narratori (quello di 2° grado può raccontare una storia
secondaria dentro quella principale raccontata dal narratore di 1°
grado).
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| ONNISCIENTE | Il narratore spiega, commenta, giudica da una posizione di superiorità assoluta. |
| INATTENDIBILE | Un narratore di cui non ci si può fidare. Le sue parole vanno interpretate. La verità va ricostruita a partire da menzogne e deformazioni. |
| LETTORE (o NARRATARIO) |
E' il destinatario della narrazione. Può essere:
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| PUNTI DI VISTA DEL NARRATORE | |
| FOCALIZZAZIONE ZERO | I fatti sono raccontati da un narratore onnisciente in terza persona, esterno alla vicenda narrata, senza identità precisa, con voce anonima, ma in grado di sapere tutto di tutti. Se non interviene con osservazioni e commenti, ma si limita a presentare fatti e personaggi, non è onnisciente ma impersonale. |
| FOCALIZZAZIONE INTERNA | Il narratore assumere il punto di vista di uno o più personaggi. Il
narratore è interno ai fatti, ma ne sa quanto il personaggio di cui
assume il punto di vista. In particolare:
I mezzi espressivi per la focalizzazione interna: discorso indiretto libero, monologo interiore, flusso di coscienza. |
| FOCALIZZAZIONE ESTERNA | Il narratore osserva i fatti dall'esterno, ne sa meno di quanto sappia qualunque personaggio, non ha accesso alla coscienza di nessuno, il suo linguaggio è neutrale. |
| DISCORSI E PENSIERI DEI PERSONAGGI | |
| DISCORSO DIRETTO (LEGATO) | Il narratore cede la parola ai personaggi e riporta direttamente le loro parole, segnalando il cambiamento di voce con le virgolette o lineette. Spesso usa un verbo di comunicazione (disse, pensò ecc.) ma non è obbligatorio. |
| DISCORSO DIRETTO (LIBERO) | Le parole del personaggio entrano (quasi di prepotenza) al posto della voce narrante, senza l'uso di segnalatori come le virgolette-lineette, ma p.es. con un improvviso passaggio di tempi verbali (dal passato al presente, ecc.). |
| DISCORSO INDIRETTO (LEGATO) | Il narratore riporta parole/pensieri del personaggio, introducendoli con espressioni quali "disse che", "pensò che"... (oppure usa la congiunzione "di" + infinito). |
| DISCORSO INDIRETTO (LIBERO) | Le parole/pensieri dei personaggi sono riportati dal narratore senza l'uso di verbi dichiarativi-comunicativi ("si chiedeva chi", "pensò che"...), così il narratore assume il punto di vista del personaggio e spinge il lettore a identificarsi con lui. Il linguaggio è molto vicino a quello parlato. |
| MONOLOGO INTERIORE | Un discorso logico senza ascoltatore e non necessariamente pronunciato, col quale il personaggio esprime tra sé e sé il suo pensiero più recondito. Manca il verbo di comunicazione introduttivo, viene usata la prima persona, prevale il presente, con forme interrogative o esclamative o con espressioni tipiche del parlato. |
| FLUSSO DI COSCIENZA | Vengono riportati i pensieri che si affacciano alla coscienza del personaggio, senza una connessione propriamente logica, ma in maniera confusa, indistinta. Possono anche mancare i segni di interpunzione. |
| SCELTE LINGUISTICHE E STILISTICHE | |
Le scelte linguistiche-stilistiche di un autore si
basano su tre elementi:
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| LESSICO | Può essere colloquiale / comune oppure ricercato / raffinato, può contenere arcaismi (espressioni antiquate) o tecnicismi (espressioni di linguaggi settoriali) oppure dialettismi, latinismi, forestierismi, gergalismi (giovanile, militare, malavitoso...). |
| SINTASSI | Quando è semplice prevalgono le coordinate. Quando è complessa prevalgono le subordinate. Le frasi possono essere lunghe o brevi (una frase può avere periodi lunghi ma sintatticamente semplici). Le frasi brevi creano un ritmo rapido e spezzato (specie se vengono usati gli "a capo"); quelle lunghe invece creano un ritmo più lento e solenne. |
| FIGURE RETORICHE | Sono artifici espressivi, intenzionali, frutto spesso di
tradizioni culturali, possono anche allontanarsi dal modo naturale di
usare il linguaggio, conferiscono comunque efficacia e persino eleganza
al discorso. Qui le principali:
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| STILE | Generalmente gli stili letterari sono tre:
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| ANALISI TEMATICA DI UN TESTO NARRATIVO | |
| INFORMAZIONI GENERALI |
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| SINTESI DEL CONTENUTO |
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| LIVELLO DEI PERSONAGGI |
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| LIVELLO DEL NARRATORE |
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| STILE |
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| TEMI TRATTATI | Accanto a un argomento esplicitamente dichiarato dall'autore, vi possono essere temi impliciti, non dichiarati, che si scoprono mediante la struttura del testo, i suoi elementi formali, il ritmo narrativo ecc. |
| CONCLUSIONI | Messaggi esistenziali, etici, filosofici, ideo-politici che si evincono alla fine del testo. |
Il testo - L'interpretazione del testo narrativo - Scrittori e Scritture - Il racconto poliziesco - L'autobiografia