DIALOGO A DISTANZA SUI "MASSIMI SISTEMI" |
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Da: Enrico Galavotti
Ho l'impressione che il fallimento del comunismo vada ricercato più nel tentativo d'inverare teorie occidentali (marxismo in testa) che non nel tentativo di ricercare soluzioni autonome alla crisi del capitalismo o comunque alla decomposizione del tardo feudalesimo (in Russia e in Cina, come noto, entrambe le cose). Il marxismo occidentale (quello classico di Marx ed Engels) era incredibilmente più avanzato delle più avanzate teorie classiche di economia politica e forse per questo ha abbacinato le menti dei teorici russi, che non seppero vedere nella giusta misura gli aspetti negativi di questo marxismo: p.es. i pregiudizi nei confronti del mondo rurale, la scarsa considerazione per i problemi ambientali e per la questione femminile, il rifiuto delle civiltà precapitalistiche, il mito della scienza e del progresso, per non parlare del determinismo storico, dello spontaneismo delle masse ecc. Alcuni di questi limiti furono superati dal leninismo, ma anche qui: tra Lenin e tutti gli altri mi pare ci fosse un abisso, e dopo la sua morte l'alternativa sembrava essere quella di scegliere tra trotskismo e stalinismo, cioè tra Scilla o Cariddi. Questo poi senza considerare che se anche il leninismo avesse trionfato, si sarebbe comunque posto il problema di come conciliare il primato concesso alla politica col primato che invece, in ultima istanza, bisogna concedere all'uomo, all'umanità dell'essere umano. Bisogna tuttavia render merito ai russi d'aver tentato di realizzare gli ideali di un'utopia che in occidente è rimasta sulla carta, pur essendo qui nata. Se fossimo intelligenti ripartiremmo dagli errori che loro hanno compiuto per reimpostare il discorso in maniera più convincente, ma non ne siamo capaci: non ne abbiamo l'interesse.
Vorrei che tu non discutessi con me di questa roba, perché ho idee troppo particolari per reggere un dibattito prolungato. Ho già scritto tantissime cose sul N.T., dedicandogli persino una sezione apposita in homolaicus. Dopo anni e anni di studio sono arrivato alla conclusione che i vangeli sono testi incredibilmente manipolati, per cui, non avendo altre fonti, ogni discussione mi pare vana. Un solo esempio (giusto per stare a quanto dici): per me l'affermazione di Cristo riportata in Mt 26,52 altro non voleva dire che al momento della cattura (che fu il frutto di un improvviso tradimento) difendersi sarebbe stato un suicidio, vista la disparità di forze in campo, per cui il Cristo preferì la soluzione di compromesso, poi accettata dalla coorte romana, secondo cui i suoi non si sarebbero difesi se la coorte avesse accettato di catturare solo lui, che si sarebbe consegnato spontaneamente. Quindi niente vocazione al martirio, né pacifismo ad oltranza, ma solo considerazioni di opportunità, nella speranza che qualcosa si sarebbe potuta sbloccare in seguito, in occasione del processo. Quanto al resto che dici, io penso che in ogni essere umano ci sia abbastanza per vedere dove come e quando realizzare il bene e abbastanza per non volerlo fare. Cioè voglio dirti che anche se oggi ci sentiamo incredibilmente condizionati dal sistema dominante, questo non c'impedisce di desiderarne il superamento. Siamo animali molto complicati e pieni di risorse. D'altra parte anche tu dimostri di esserlo laddove dici che non perdi
Io invece temo che in questo tuo obiettivo vi sia una contraddizione in termini, in quanto sono proprio le "leggi vigenti" a impedirti la suddetta edificazione. Noi viviamo in una formazione sociale che il marxismo ha giustamente definito col termine di "capitalismo" e tutto inevitabilmente ruota attorno a questa categoria economica, ivi incluse le leggi, il cui principio dell'uguaglianza generale e astratta di tutti è davvero un non senso, in quanto la vera uguaglianza può essere misurata solo tenendo conto delle diversità. Cioè voglio dirti le "microsocietà autonome" possono valere come input per qualcosa di più radicale, che alla fine implichi il ribaltamento politico del sistema, altrimenti sarà questo che farà "ribaltare" quelle. Ricordi i "soviet" dopo la rivoluzione bolscevica, o i consigli operai dopo la repubblica di Weimar? Se li organizzi prima, rinunciando a priori alla rivoluzione, presto o tardi vengono riassorbiti dal sistema (magari con la complicità degli stessi uomini della sinistra); e se dopo la rivoluzione non li fai valere come realtà autonoma e democratica, preferendo demandare la costruzione del socialismo al nuovo Stato, ecco che scatta il meccanismo che porterà alla dittatura del partito e dello stesso Stato (come appunto avvenne in Russia).
Immagino che tu voglia scherzare. Qui stiamo parlando di sostanza non di forme, nel senso che la democrazia o il socialismo avrebbero potuto essere o potranno essere patrimonio di qualunque essere umano a prescindere da qualsivoglia considerazione di tempo luogo circostanza... Oggi non esistono, nella sostanza, condizioni più o meno favorevoli di ieri. La possibilità di una liberazione è in relazione alle condizioni attuali, che sono meramente formali. L'abbandono del comunismo primitivo è stato, nella sostanza, il rifiuto di accettare il primato del collettivo sul singolo, che poi ha portato alla necessità di sfruttare in maniera sistematica il lavoro altrui. Il rifiuto può assumere forme e modi diversi, ma uguale è, nella sostanza, il bisogno di prendere una decisione, o in un senso o nell'altro. Una volta pensavo che questa civiltà fosse così forte da indurci più di altre civiltà a compiere delle scelte negative. Oggi invece credo nella relatività delle civiltà. Forse all'interno di una civiltà vi sono momenti storici in cui sembra più facile conservare i valori positivi o riproporli, però anche qui penso sia tutto relativo. Nel dopoguerra avevamo più possibilità di realizzare il socialismo, perché la tragedia del fascismo scottava la pelle e il consumismo non aveva distrutto le coscienze; oggi invece abbiamo la netta percezione che un sistema del genere non possa avere futuro, perché se ogni paese del mondo diventasse "capitalista" come noi la fine apparirebbe molto più vicina.
Io non ho esempi pratici da mostrare, perché non sono un uomo impegnato politicamente o sindacalmente, né milito in movimenti di opinione. Ho sempre fatto l'insegnante e il sito che vedi è solo il frutto di studi teorici. |
Le immagini sono prese dal sito "Foto Mulazzani