4 mail EG - Dialogo a distanza sui massimi sistemi - Questioni di politica

DIALOGO A DISTANZA SUI "MASSIMI SISTEMI"


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Da: Enrico Galavotti
Inviato: lunedì 7 ottobre 2002

Sì, è vero, i difetti del marxismo, sul piano dell'economia politica, sono stati gravi, ma quelli del liberismo molti di più. Se provi a leggere Smith, Ricardo e tutti gli altri, ti accorgi subito che tra loro e Marx c'era a dir poco un abisso. Non a caso ancora oggi nei manuali scolastici di economia politica Marx è trattato pochissimo.

Quanto a Lenin io lo ritengo, semplicemente, il più grande politico di tutti i tempi, infinitamente superiore ai vari Cavour, Churchill ecc. Il patrimonio di questi personaggi (Marx e Lenin) è di inestimabile valore, e il fatto che i loro obiettivi non si siano realizzati come avrebbero dovuto non ci autorizza né a buttar via tutto quello che hanno prodotto, né a considerare il pensiero del mondo contemporaneo superiore al loro. 

Secondo me l'unico che sia riuscito a proseguire in maniera intelligente, dando una svolta umanistica, il pensiero di Marx e Lenin è stato Gorbaciov, con la sua perestrojka, che purtroppo però, anche in questo caso, non ha dato i risultati sperati.

D'altra parte questo è un destino che accomuna molti grandi della storia: a partire da Spartaco, Cristo... per finire con Luther King, Che Guevara, Malcolm X... I profeti vengono fatti a pezzi in maniera sistematica sin dal... Vecchio Testamento. 

L'Urss commise anch'essa molti errori, ma non dobbiamo dimenticare ch'essa stava compiendo la più grande rivoluzione della storia, quella che nessuno fino a quel momento era mai riuscito a compiere: portare i lavoratori al potere. L'ostilità, che si espresse anche in maniera militare, di tutti gli altri paesi capitalisti fu fortissima: l'Urss praticamente fu attaccata da forze straniere sin dall'inizio e continuò ad esserlo sino al nazismo, per non parlare dello scatenamento della guerra fredda voluto da Churchill e proseguito dagli Usa.

Lo stalinismo è stato una grandissima disgrazia per la Russia, ma mi chiedo cosa sarebbe stato il nazismo se avesse vinto la guerra. Anzi, a volte mi chiedo cosa sarebbe stato il nazismo per tutta l'Europa occidentale se la Russia non l'avesse sconfitto sul fronte orientale. Non dimentichiamoci infatti che gli alleati hanno cominciato a pensare seriamente a uno sbarco in Europa solo dopo aver visto che sul fronte orientale la partita era ormai persa e che il comunismo rischiava di dilagare. 

Il bolscevismo purtroppo ha preso il marxismo troppo alla lettera e non ha saputo declinarlo nella situazione particolare della Russia tardo-feudale. Lenin, a differenza di Marx-Engels, seppe rivalutare l'importanza dei contadini, ma non sino al punto da porre basi sicure per uno sviluppo democratico del socialismo. 

La Nep ebbe vita breve perché Lenin fu sostanzialmente assassinato. D'altra parte cosa deve fare un uomo che avverte tutto il peso delle contraddizioni del sistema in un paese di analfabeti? Marx ed Engels emigrarono, lui invece rimase. Io non mi sento di addossargli delle responsabilità più grandi di quelle che poteva avere. Semmai dovremmo farlo con lo stalinismo, anche se, sinceramente parlando, non credo che il trotskismo, se avesse vinto la partita, avrebbe fatto di meglio.

Quando dici che "collettivizzazione" non significa "comunione" devo darti ragione: essa fu compiuta con la forza, non col consenso, per cui si trattò non di una "socializzazione graduale" ma di una "statalizzazione forzata". Però non puoi prendere come esempio la "comunione" degli Atti degli apostoli, perché quella è "comunione della distribuzione" e non della "produzione". Allora il cristianesimo cercò di porre le basi per un'equa ripartizione di beni che i cristiani stessi ottenevano all'interno di una produzione tutt'altro che democratica: infatti al loro tempo dominava lo schiavismo, che tale rimarrà sino al servaggio medievale. Tra i cristiani vi erano anche schiavisti (come p.es. Filemone).

Se vogliamo, possiamo dire che con l'introduzione del cristianesimo, il massimo che si sia riusciti ad ottenere sul piano della produzione è stato appunto il servaggio, che costituisce una sorta di democratizzazione dello schiavismo. 

Sulla questione tecnologica il discorso è molto complesso e non credo di avere competenze sufficienti per affrontarlo. Personalmente sono convinto che una qualunque tecnologia che non sia facilmente smaltibile o reintegrabile o che non permetta alla natura di riprodursi in maniera agevole, andrebbe tassativamente evitata. Noi non possiamo lasciare alle generazioni future il peso delle nostre immondizie. Se tutti i paesi del mondo fossero capitalisti come il nostro, la terra avrebbe i giorni contati. 

Anche in questo il marxismo ha avuto le sue responsabilità, poiché non ha mai messo in discussione la necessità di regolamentare lo sviluppo progressivo della tecnologia. Gli uomini dovrebbero essere padroni dei mezzi che usano, soprattutto della loro manutenzione: cosa che oggi, con la divisione accentuata del lavoro e l'alto livello scientifico della tecnologia, è assolutamente impossibile. Quello che di te non capisco, per concludere questa tornata di pensieri, è perché preferisci avvalerti della Bibbia e non p.es. dei testi classici del socialismo utopistico, visto che non ti poni l'obiettivo di ribaltare il sistema, ma solo di creare piccole comuni che dovranno espandersi a macchia d'olio. Mi fa specie che una persona intelligente come te sia passata dal socialismo alla religione. La religione, anche nel migliore dei casi, resta sempre un oppio. 

Se dovessi costruire una comune con qualcuno, la prima cosa che imporrei sarebbe la separazione di laico e profano: nel senso che ognuno è libero di seguire la fede che vuole, ma a condizione che rispetti rigorosamente la libertà "da" ogni religione.


Le immagini sono prese dal sito "Foto Mulazzani

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Enrico Galavotti - Homolaicus - Sezione Politica
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Aggiornamento: 11/12/2018