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Gli anabattisti erano aspramente
perseguitati in tutto il sacro romano impero germanico. L'autore della "Confessione di Schleitheim",
Michael Sattler, fu arrestato con sua moglie nel febbraio 1527, a
Tottenburg, vicino Norimberga: dopo avergli tagliato la lingua, lo
arsero sul rogo nel maggio dello stesso anno. Chi battezzava gli adulti o chi
si battezzava da adulto rischiava facilmente la pena capitale.
Le numerose sentenze di morte contro gli anabattisti (che si facevano chiamare "Fratelli in Cristo") si riferivano a un'antica norma del codice di Giustiniano contro i donatisti, che professavano un secondo battesimo. In realtà "anabattisti" ("ribattezzatori") fu un nome usato dagli avversari. Gli anabattisti negavano che il battesimo dovesse essere ripetuto, poiché quello dei bambini per loro non aveva alcun significato. Sotto Ferdinando d'Asburgo le repressioni furono sistematiche e feroci. Si temeva soprattutto la diffusione del movimento nella Germania. Ai condannati (con processi del tutto sommari) venivano strappati pezzi di carne con tenaglie roventi e poi venivano bruciati sul rogo; solo a chi ritrattava veniva tagliata la testa. Il duca di Sassonia condannava all'affogamento coloro che esprimevano semplicemente delle idee vicine a quelle anabattiste. Unica voce di tolleranza religiosa fu quella di Filippo d'Assia, che quando fu costretto a perseguitarli per le insistenze dei potenti e dei teologi, si limitò a espellerli dal suo territorio. Le persecuzioni raggiunsero l'apice a Münster, una cittadina molto agiata della Westfalia, non distante dai Paesi Bassi, con circa 10-15.000 abitanti, la maggior parte dei quali nel 1533 da cattolici divennero luterani. Uno dei più importanti predicatori riformisti era Bernhard Rothmann (ex pastore luterano), che difendeva le corporazioni artigiane (gilde), la borghesia e la maggior parte della popolazione contro il giogo del principe-vescovo, Franz von Waldeck, di fede cattolica, contro il più generale parassitismo ecclesiastico (p.es. le decime), contro i pesanti balzelli imperiali (p. es. la tassa antiturca). Dopo aver ottenuto ampi consensi popolari (contadini), molti lasciarono la città, ma nello stesso tempo vi arrivarono da ogni luogo altri anabattisti, nella speranza di veder realizzati i loro ideali. Nel 1532 il popolo, appoggiato dalla borghesia, cacciò i parroci cattolici da tutte le chiese, eccettuata la cattedrale. Il principe-vescovo rispose col sequestro dei beni appartenenti ai luterani, minacciando un intervento armato. Bernhard Rothmann e altri leader del movimento disposero, senza mezzi termini, la comunanza di tutte le proprietà, specie quelle agricole. Gli artigiani potevano conservare i loro mezzi produttivi ma dovevano sottostare alle regole della comunità. I cittadini adulti dovevano scegliere: o battezzarsi o andarsene senza portarsi via i propri beni. Trovò contrari a questa decisione anche molti luterani. Il principe-vescovo ne approfittò per radunare un esercito, composto sia da luterani che da cattolici (circa 2.500 uomini), per porre Münster sotto assedio.
Matthys allora tentò una sortita con una ventina di uomini e raggiunto il campo avversario invitò i lanzichenecchi a rivoltarsi contro il principe. Vi era quasi riuscito, quando un soldato lo raggiunse alle spalle e con una spada lo uccise. Poi lo fecero a pezzi, infilando la sua testa su un palo. Aveva comunque dimostrato che la popolazione avrebbe combattuto senza arrendersi. Per la prima volta gli anabattisti erano disposti a impugnare le armi. Matthys venne sostituito da Bockelson, che cominciò a punire duramente l'adulterio, istituendo nello stesso tempo la poligamia, sull'esempio dei patriarchi dell'Antico Testamento (le donne erano troppo poche rispetto al numero degli uomini della città - questa la motivazione). Le donne che si rifiutavano venivano uccise. Con lui aumentò anche lo sfarzo dei leader politico-religiosi, nonostante che nella città regnasse la fame.
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Ultimo aggiornamento: 07-03-05 - Homolaicus - Contatto