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SPINOZA

Spinoza non aveva tutti i torti quando affermava che libertà e necessità devono coincidere per essere vere, ma non ha mai chiarito a sufficienza che tale identificazione, per essere vera, può esserlo solo dal punto di vista della libertà e non della necessità, altrimenti l'essere umano non è più grande dell'essere animale.

Cioè a dire, mentre il concetto di libertà, per essere vero, deve includere quello di necessità, viceversa, quest'ultimo, se viene affermato prima della libertà o dando per scontato che la libertà vi sia automaticamente inclusa, porta inevitabilmente alla dittatura, allo schiavismo delle masse.

La necessità dev'essere acquisita liberamente, altrimenti diventa una forma d'arbitrio. E non solo liberamente, ma anche progressivamente, al punto che nessuno potrà mai sanzionare, una volta per tutte, che la libertà è stata necessariamente acquisita o che la necessità s'è finalmente realizzata in modo adeguato.

Per Spinoza l'uomo deve adeguarsi stoicamente, cioè passivamente, alla necessità, vincendo le proprie passioni. Si badi, non è che qui si vuole sostenere che le passioni sono una forma di attività superiore alla passività dello stoico; è che il processo dell'adeguamento rischia di essere, in Spinoza, del tutto conformistico.

Rivoluzionario invece è il suo panteismo naturalistico (o panenteismo, come alcuni lo chiamano). Qui Spinoza fa dei progressi notevoli rispetto a Cartesio. Facendo coincidere Dio con la natura, Spinoza in pratica afferma una sorta di ateismo naturalistico (che per quel tempo era il massimo).

In altre parole, egli afferma che la necessità cui adeguarsi, secondo ragione, è quella della natura delle cose.

In tal senso si può dire che Spinoza mitiga il proprio determinismo volontaristico, valorizzando la conoscenza razionale. Conformarsi sì, ma facendosene una ragione - questo, in sintesi, il suo modo di vedere le cose. Che è poi, in sostanza, quello hegeliano.

Ciò che invece gli difetta enormemente è il senso storico della libertà. Per Spinoza -come per Cartesio e per tanti altri filosofi di quel periodo- la libertà è un'acquisizione individuale e intellettuale, parzialmente vincolata alla religiosità. In ogni caso Spinoza resta più significativo sul piano giuspolitico che etico e filosofico.

Spinoza 2 - Spinoza 3

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Enrico Galavotti - Homolaicus - Sezione Teorici
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Aggiornamento: 06-02-2010