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Nuova Roma oggi

Oggi la città di Bahía Blanca, facente parte della Provincia di Buenos Aires, ha intorno ai 300.000 abitanti.

Per festeggiare il centenario dell’arrivo dei legionari a Bahía Blanca, fu costituito un comitato tra i numerosi discendenti dei legionari italiani e cittadini che si riunì per la prima volta il 2 gennaio 1956.

Il sodalizio chiese di dedicare una via al comandante della Legione, quindi “Calle Coronel Olivieri” porta oggi il suo nome, ha una lunghezza di soli cento metri, ma è situata nella zona centrale della città. Inoltre sulla facciata del palazzo municipale fu apposta una targa in bronzo di 65 x 55 cm. a dimostrazione di gratitudine e riconoscenza per il decisivo contributo alla difesa e al progresso della città, fornito dai legionari italiani, nonché per rinsaldare la fratellanza argentino - italiana.

Nella targa sono raffigurati un cannone, un aratro ed una palma che rendono bene l’idea dei molteplici servigi resi dagli italiani.

Nuova Roma invece è un piccolo villaggio, con una sola strada principale, sterrata, non più lunga di cento metri. Altre case si trovano vicino alla vecchia stazione ferroviaria, abbandonata a causa delle privatizzazioni selvagge attuate negli anni scorsi dal presidente Menem.

Nella strada principale di Nueva Roma ci sono le seguenti costruzioni: la dimora del rappresentante del sindaco del Municipio di Tornquist, la piccola scuola, e il posto di polizia. Le altre abitazioni sono sparse nella campagna, soprattutto nelle vicinanze del fiume Sauce Chico. Nei dintorni vi sono piccole aziende agricole dove lavorano più che altro immigrati boliviani (i collas) che coltivano ortaggi.

L’estancia (fattoria) di proprietà del sig. Biocca, nipote d’un immigrante italiano, comprende anche tutta la zona della vecchia colonia dei legionari italiani.

Il posto di polizia ha un unico agente, incaricato in modo particolare di reprimere il furto di bestiame; non può fare molto perché è solo, la zona da controllare è troppo estesa e l'abigeato è diventata quasi una professione.

Sulla sommità di un colle, tra i più alti del luogo, fra cespugli spinosi, si può vedere ancora il pozzo profondo una quindicina di metri scavato 147 anni fa dai legionari italiani e una grotta in parte franata. Dall'alto di questo colle si possono ammirare le colline circondanti e la valle del fiume Sauce Chico, luoghi che hanno fatto immaginare a Olivieri e i suoi legionari di essere a Roma.


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Ultimo aggiornamento: 17-mag-2005 - Homolaicus - Storia