Le rivolte galilee e giudaiche

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Le rivolte galilee e giudaiche  - Gli Zeloti alla guida dei rivoltosi - Conseguenze interne delle diatribe sociali - Ruolo degli Zeloti nella rivolta del 66 d.C. - Rappresaglie contro i Giudei - Dalla fine della guerra all'ultima rivolta del 135 d.C. - Dai regnanti Asmonei a Erode il Grande
Dopo la morte di Erode, come previsto dal suo testamento che Augusto rispettò, il regno fu diviso fra tre dei suoi figli:
  • Archelao (4 a.C. - 6 d.C.) regnò come etnarca sulla Giudea, Samaria e Idumea
  • Antipa I (4 a.C. - 39 d.C.) ereditò la Galilea e la Perea come tetrarca
  • Filippo (4 a.C. - 34 d.C.) fu tetrarca della regione a est e nord della lago di Galilea (Auranitide, Batanea, Gaulanitide, Paneas, Traconitide.

Fin dall'inizio il passaggio di poteri non fu facile, soprattutto per Archelao che "parlava con mansuetudine e dolcezza" tanto che la popolazione rivolgeva a lui richieste insistenti:

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"[…] alcuni gridavano di alleggerire i tributi che annualmente pagavano, altri domandavano il rilascio dei prigionieri incarcerati da Erode: molti di questi erano in prigione da molto tempo. Altri ancora domandavano l'esenzione dalle tasse che erano state poste sullo stesso livello delle vendite pubbliche, estorte in maniera spietata". [1]

Il nuovo re non riuscì a sedare il malcontento e nel 6 d.C. fu esiliato e il territorio a lui assegnato affidato a governatori Romani, che si interessavano al mantenimento dell'ordine pubblico e alla raccolta dei tributi. Infatti nello stesso anno P. Sulpicio Quirino intraprese un censimento che sollevò la protesta popolare capeggiata da Giuda il Galileo. Questi era discendente di un certo Ezechia che con la sua banda aveva infestato la Galilea ai confini della Siria e fu catturato e ucciso da Erode, appena entrato in possesso della regione (37 a.C.). Di Giuda così ci parla Giuseppe Flavio:

"Divenuto ormai lo spavento di tutti, depredava quanti incontrava, aspirava a cose sempre più grandi, la sua ambizione erano ormai gli onori reali, premio che egli aspettava di ottenere non con la pratica della virtù, ma con la prepotenza che usava verso tutti". [2]

"[…] Giuda spinse gli abitanti alla ribellione, colmandoli di ingiurie se avessero continuato a pagare il tributo ai Romani e ad avere, oltre dio, padroni mortali. Questi era un dottore che fondò una sua setta particolare, e non aveva nulla in comune con gli altri". [3]

Giuda non era un semplice bandito, bensì un dottore benestante se lo storico giudeo asserisce che lui e un certo Saddoc,

"[…] diedero inizio tra noi a una astrusa scuola di filosofia, e quando acquistarono una quantità di ammiratori, subito riempirono il corpo politico di tumulto e vi inserirono ancora i semi di quei torbidi che in seguito sopraffecero; e tutto avvenne per la novità di quella filosofia finora sconosciuta che ora descrivo. Il motivo per cui do questo breve resoconto è soprattutto perché lo zelo che Giuda e Saddoc ispirarono nella gioventù fu l'elemento della rovina della nostra causa". [4]


[1] Cfr. [Antichità giudaiche] 17.204-205.  (torna su)

[2] Cfr. [Antichità giudaiche] 17.272. (torna su)

[3] Cfr. [Guerra] 2.118. Cfr. anche [Guerra] 2.433. (torna su)

[4] Cfr. [Antichità giudaiche] 18.9-10.



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Ultimo aggiornamento: 01-05-15