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Finita la guerra contadina si era riusciti ad ottenere la
secolarizzazione delle terre ecclesiastiche, della cui messa all'incanto si
avvantaggiò la borghesia rurale e in parte l'aristocrazia. Inoltre il potere
decisionale nelle questioni ecclesiastiche passò nelle mani dei principi, per
cui gli ambienti cattolici furono estromessi da qualunque gestione politica
della fede. Furono rivoluzionati completamente tutta la liturgia, l'amministrazione dei
sacramenti e il culto in genere.
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In sostanza il luteranesimo sarebbe potuto diventare una religione di stato
se non fosse intervenuto Carlo V, che, vedendo minacciata l'unità imperiale, a
partire dagli anni '40 del XVI sec. iniziò a muovere guerra ai principi
luterani.
La guerra si trascinò sino al 1555, concludendosi con la pace di Augusta.
Carlo V decise di rinunciare all'unità politica e religiosa dell'Impero: accettò
la libertà religiosa dei protestanti, anche se impose due principi restrittivi:
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i sudditi di uno Stato avrebbero dovuto conformarsi alla religione del
loro principe o, in caso contrario, emigrare (cuius regio eius
religio);
-
i beni ecclesiastici secolarizzati prima del 1552 non sarebbero più
stati rivendicati dalla chiesa cattolica, mentre se qualche prelato
cattolico si fosse convertito al luteranesimo dopo tale anno avrebbe dovuto
rinunciare a tutti i benefici e possessi goduti in virtù della propria
carica e restituirli alla chiesa cattolica (reservatum
ecclesiasticum).
Poi, dopo aver abdicato, decise di dividere l'Impero: a Ferdinando I l'Impero
e la Boemia e a Filippo II la Spagna, i Paesi Bassi e l'Italia. Il
raggruppamento cattolico dell'impero comprendeva le terre ereditarie degli
Asburgo, la Baviera, la Franconia, i principati ecclesiastici del Reno e della
Germania nord-occidentale, nonché l'Alsazia. Il raggruppamento protestante
invece comprendeva i principati tedeschi del Nord, il ducato di Prussia, di
Brandeburgo, di Sassonia, di Hessen, di Braunschweig, del Palatinato e del Württemberg.
Il frazionamento della Germania si era consolidato. La
strada in direzione dello sviluppo capitalistico era stata bloccata. La
realizzazione del socialismo era diventata sempre più remota. Il servaggio
riprendeva vigore nelle campagne in forme ancora più dure.
Continueranno tuttavia in Europa le rivolte contadine o di ex-contadini divenuti
operai ancora per molto tempo.
Nel 1649, in Inghilterra, a Walton-on-Thames, Surrey, furono occupate le terre comuni. Diggers furono chiamati, “Zappatori”. Più volte i proprietari
terrieri istigarono contro di loro folle inferocite. Villici e soldati li
assalirono e rovinarono i raccolti. Quando tagliarono la legna nel bosco del
demanio, i signori li denunciarono per violazione delle loro proprietà. Allora
si spostarono a Cobham Manor, costruirono case e seminarono grano. La cavalleria
li aggredì, distrusse le case, calpestò il grano. Ricostruirono e riseminarono.
Altri si erano riuniti in Kent e in Northamptonshire. Una folla in tumulto li
allontanò. La legge li scacciò.
Nel 1647 Masaniello guida a Napoli la sollevazione degli strati più umili.
Le rivolte di Boulogne, Vivarais, Bordeaux, Bretagna, Rennes contro il
fiscalismo di Luigi XIV negli anni 1662-75.
Servi, lavoranti, minatori, evasi e disertori si unirono ai cosacchi di
Pugaciov per rovesciare gli autocrati di Russia e abolire il servaggio. Nel 1774
occuparono roccaforti, espropriarono ricchezze e dagli Urali si diressero verso
Mosca. Pugaciov fu catturato e ucciso.
In Inghilterra dopo aver cacciato i contadini dalle terre su cui vivevano, i
loro figli diventarono operai tessitori, poi arrivò il telaio meccanico… Nel
1811, nelle campagne, per tre mesi furono prese di mira le fabbriche, i telai...
Il governo mandò contro i luddisti decine di migliaia di soldati e civili in
armi. Una legge stabilì che le macchine contavano più delle persone e chi le
distruggeva andava impiccato. Gli operai scatenarono la rivolta generale, ma
erano provati, denutriti. Chi non fu impiccato, fu deportato in Australia.
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