LE MONARCHIE NAZIONALI


LA RIVOLUZIONE INGLESE
la seconda guerra civile (1648-49)

Esecuzione del re inglese Carlo I (stampa inglese del XVII sec.)

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Mentre gli Indipendenti e i Presbiteriani non avevano intenzione di prendere sul serio le proposte dei Livellatori, il re preparava una nuova guerra civile, convinto che i dissidi esistenti in campo parlamentare avrebbero giocato a suo favore. Dalla sua parte passarono i Presbiteriani scozzesi, timorosi di pronunciamenti autonomi delle masse popolari.

L’esistenza di una congiura realista divenne evidente quando il re fuggì dalla prigionia impostagli dal Parlamento, suscitando il panico tra gli Indipendenti, che presero a riavvicinarsi ai Livellatori. Questa volta accettarono di considerare il re un criminale, come già da tempo chiedevano i Livellatori.

Nella primavera del 1648 ebbe inizio la seconda guerra civile. Le azioni militari videro protagonista l’esercito parlamentare guidato da Cromwell, che, dopo aver sbaragliato i nemici, mosse contro gli scozzesi, schieratisi dalla parte del re, e li vinse a Preston in un'unica battaglia.

Verso la fine di agosto la seconda guerra civile si poteva considerare praticamente conclusa. L’ingloriosa fine dei realisti dimostrò quanto le masse popolari si fossero decisamente allontanate dalla monarchia.

Nonostante la schiacciante vittoria, il Parlamento presbiteriano riallacciò in gran fretta le trattative col re, chiedendogli soltanto concessioni secondarie: il passaggio della milizia sotto il controllo del Parlamento per tre anni e la conservazione della struttura presbiteriana della Chiesa fino alla convocazione di un sinodo ecclesiastico nazionale. L’accordo però fu ostacolato dalla rinata collaborazione fra Livellatori e Indipendenti, i quali, il 2 dicembre, entrarono con l’esercito parlamentare nella capitale, dopo aver catturato il re.

La Camera dei Comuni cominciò a essere epurata militarmente dagli elementi presbiteriani favorevoli al compromesso col re e da quel momento la maggioranza passò agli Indipendenti. Il 23 dicembre 1648 il Parlamento votò l’incriminazione del re e il 4 gennaio 1649 si autoproclamò depositario supremo del potere nel paese. L’Inghilterra si trasformò così in una repubblica.

Il tribunale supremo nominato dal Parlamento, composto di 135 giudici scelti fra i membri del Parlamento, giuristi, militari, ecc., dopo lunghi tentennamenti, pressato insistentemente dall’esercito rivoluzionario, emise il verdetto di pena capitale per il re. Il 30 gennaio 1649 Carlo I Stuart fu giustiziato di fronte ad un’enorme folla nella piazza davanti al palazzo reale di Whitehall.

Con un atto del Parlamento del 17 marzo 1649 il potere reale veniva proclamato decaduto. Il 19 maggio l’Inghilterra era proclamata repubblica (Commonwealth). Il potere veniva diviso fra gli Indipendenti, rappresentanti degli interessi della media borghesia cittadina, e una parte della nobiltà, quella già "imborghesita" (gentry). La Camera dei Lord veniva abolita.


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Enrico Galavotti - Homolaicus - Sezione Storia - Moderna
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Aggiornamento: 07/01/2015