LE MONARCHIE NAZIONALI


LA RIVOLUZIONE INGLESE
la Repubblica del 1649

John Pym (medaglione miniato da Samuel Cooper)

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Tutto il potere legislativo del paese apparteneva ora a un Parlamento monocamerale (Camera dei Comuni), in cui, su un centinaio di membri rimasti, non più di 50-60 deputati presenziavano alle sedute. I Presbiteriani era praticamente scomparsi dalla scena politica.

Il potere esecutivo era stato formalmente affidato per un anno a un Consiglio di Stato eletto dal Parlamento, composto da 41 membri, di cui 11 non erano contemporaneamente membri del Parlamento. In questo Consiglio tutto il potere era esercitato dall’oligarchia militare con alla testa Cromwell. In tal modo la repubblica era di fatto una dittatura dei generali indipendenti, mascherata da una parvenza di attività parlamentare.

Tuttavia le masse popolari non volevano fermarsi, poiché la loro condizione economica si faceva ogni anno più grave. La stagnazione del commercio e dell’industria portava a una disoccupazione di massa a Londra e in altre zone industriali. I cattivi raccolti degli anni 1647-48 resero il pane un lusso per pochi. Numerose petizioni indirizzate al Consiglio di Stato ponevano l’accento sul basso livello dei salari e sull’alto costo dei prodotti alimentari ed energetici. Molti contadini e artigiani erano ridotti alla povertà e alla fame dalle requisizioni militari e dai saccheggi. La guerra civile era finita, ma il governo non aveva intenzione di abrogare né i balzelli, né le altre tasse militari.

Se escludiamo la proclamazione della repubblica, non venne realizzata nessuna delle numerose rivendicazioni, contenute ne L’accordo del popolo dei Livellatori. La vendita dei possedimenti della Corona e della Chiesa arricchiva soltanto i facoltosi compratori e gli speculatori terrieri, mentre la proprietà terriera contadina non veniva protetta contro gli abusi dei lord, anzi, le recinzioni delle terre comunali, anziché essere abrogate, ricevettero nuovo impulso; la giustizia, a causa degli alti costi e della burocrazia, restò inaccessibile ai nullatenenti; nulla venne intrapreso per assicurare lavoro a migliaia di poveri.

Di nuovo i Livellatori si presentarono come gli unici portavoce degli interessi calpestati del popolo, anche perché gli Indipendenti ora respingevano decisamente L’accordo del popolo.

La voce di protesta dei Livellatori trovò ampi consensi nei dintorni di Londra e nelle caserme dei soldati. Il Consiglio di Stato, per respingere la minaccia di un nuovo scoppio rivoluzionario, decise di sferrare il colpo per primo. Furono immediatamente arrestati i leader principali (Lilburne, Walwin, Prince e Owerton) e, per istigare contro di loro i proprietari, fanatici puritani, il governo cominciò a sostenere che i Livellatori erano atei e che perseguivano un livellamento verso il basso della condizione degli uomini e desideravano introdurre la comunanza dei beni.

I capi dei Livellatori respinsero queste accuse e proposero una nuova redazione de L’accordo del popolo (maggio 1649), in cui, tra le altre cose, si vietava al Parlamento di livellare i patrimoni degli individui, di distruggere la proprietà privata e di escludere dal suffragio universale sia i salariati che i mendicanti. Si manifestava così la natura di classe piccolo-borghese dei Livellatori, i quali infatti non fecero mai appello a tutta la massa contadina affinché prendesse le armi contro i landlord per ottenere la terra.

Nell’aprile 1649 varie unità militari pretendevano la realizzazione immediata del programma dei Livellatori, ma l’isolamento delle forze ribelli e la mancanza di una direzione unica permisero a Cromwell di soffocare la rivolta molto rapidamente.

Sconfitti i Livellatori, s'affacciò sulla scena, nella primavera del 1649, un altro movimento democratico, quello dei Diggers (gli Sterratori). Centinaia di migliaia di braccianti e di operai che non avevano alcuna proprietà, volevano l'uguaglianza dei diritti civili, politici ed economici.

Il loro ideologo fu Gerard Winstanley (1609-1676), un piccolo commerciante di Londra caduto in rovina e costretto a lavorare per un certo tempo come servo in una contea. Winstanley chiedeva l’abolizione del copyhold e la trasformazione delle terre comuni in un fondo per i senzaterra.

Per realizzare i suoi progetti non faceva appello alla lotta armata, ma al buon esempio e alla persuasione ragionata e, per prima cosa, iniziò coi primi seguaci a dissodare e bonificare delle terre incolte.

Furono imitati da molta povera gente, ma contro di loro, nonostante il carattere pacifico del movimento, si scagliò tutta la macchina del potere, dal Consiglio di Stato agli sceriffi locali, dai giudici di pace alla milizia, sino ai predicatori puritani. Dappertutto gli Sterratori venivano scacciati, arrestati, crudelmente picchiati; si distruggevano i loro seminati, si abbattevano le loro capanne, veniva mutilato il loro bestiame. Le classi abbienti vedevano in loro i nemici più pericolosi della proprietà borghese.


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Enrico Galavotti - Homolaicus - Sezione Storia - Moderna
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Aggiornamento: 07/01/2015