LE MONARCHIE NAZIONALI


LA RIVOLUZIONE INGLESE
il protettorato di Cromwell (1653-58)

Oliver Cromwell (di G. De Crayer, Versailles, Mueso Nazionale)

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La convocazione del primo Parlamento del protettorato venne preceduta da due importanti avvenimenti: la pubblicazione dell’ordinanza sulla completa fusione statale della Scozia e dell’Irlanda con l’Inghilterra e la conclusione di una pace favorevole con l’Olanda, costringendola a riconoscere l’Atto di navigazione del 1651.

Riunitosi nel settembre del 1654, il Parlamento comprendeva un numero non indifferente di repubblicani che non apprezzavano l’illimitato potere del Protettore, per cui cercarono di metterne in dubbio la legittimità costituzionale dei suoi pieni poteri. Per tutta risposta Cromwell fece allontanare dal Parlamento oltre un centinaio di deputati che si rifiutavano di firmare una dichiarazione sul riconoscimento dell’ordinamento politico esistente.

Nel gennaio 1655 il Parlamento venne sciolto, ma il Protettore si trovò a dover affrontare il difficilissimo compito di reperire i mezzi per il risanamento dell’erario, il cui deficit era divenuto preoccupante. Cromwell non aveva alcuna intenzione di ridurre le spese per il mantenimento dell’esercito e della flotta, sapendo bene che le forze armate rappresentavano il sostegno essenziale del protettorato, tant'è che non furono smobilitate nemmeno dopo la pace con l’Olanda, mantenendo intatto anche il gravoso sistema tributario del tempo di guerra (i militari del solo esercito permanete erano circa 60mila).

Il crescente malcontento fece scoppiare in alcune città, nel marzo 1655, delle congiure realiste, se non delle rivolte. Nel contempo entrarono in azione anche elementi democratici, riunitisi in nuove sette religiose, fra cui molto popolari erano i quaccheri, che avversavano l’organizzazione chiesastica, semplificando il culto affidato al laicato, che parlava a nome di dio ogni volta che si sentiva ispirato e che non inveiva solo contro la chiesa anglicana ma anche contro il governo.

Anche i Livellatori e altre sette radicali ripresero la loro attività contestativa, a sfondo più che altro terroristico, pronti a tutto pur di abbattere Cromwell, persino ad un accordo coi realisti e con gli agenti del re spagnolo. Soltanto una ben organizzata rete spionistica del governo poté salvare Cromwell, il qualche comunque ne approfittò per instaurare un’aperta dittatura militare.

Nell’estate del 1655 tutto il paese fu diviso in 11 circondari amministrativo-militari, a capo dei quali furono messi dei generali dell'esercito, una specie di Protettori in miniatura. Tutto rientrava nelle loro competenze, dal comando della milizia della contea e dalla riscossione delle imposte al controllo sulla moralità della popolazione. Ogni assembramento di popolo veniva disperso, e persino le innocue tradizionali feste pubbliche erano severamente proibite. Nel paese imperava l’ordine militare-poliziesco.

L’essenza classista del protettorato si manifestò abbastanza chiaramente nel 1656, quando il governo confermò che tutti i diritti sulla terra venivano riconosciuti esclusivamente ai landlord, gli unici titolati a compiere recinzioni dei terreni comuni, le quali infatti ripresero su vasta scala. Il protettorato non abolì neppure la decima ecclesiastica.

Altrettanto coerentemente venivano difesi gli interessi della grossa borghesia inglese (soprattutto in politica estera), per la quale Cromwell mise al servizio tutta la potenza dell’esercito regolare, sorto con la rivoluzione. Scopo di questa politica era la conquista da parte dell’Inghilterra della supremazia mercantile nel mondo e la creazione di un potente impero coloniale britannico. [10]

Un accordo vantaggioso con la Danimarca assicurò ai mercanti inglesi il commercio nel Mare del Nord e nel Baltico, mentre l’accordo col Portogallo garantì loro il commercio in India e in Indonesia. Nel 1656 Cromwell, alleatosi con la Francia, iniziò la guerra contro la Spagna per impadronirsi delle sue colonie americane.

La fortunata politica estera del Protettore lo riconciliò per un certo tempo con tutta la borghesia, il cui unico desiderio era di trasformare Cromwell in un monarca e nello stesso tempo di porre fine sia alle congiure realiste che all’ingerenza dei rappresentanti dell’esercito nell’amministrazione statale, dando così un assetto stabile alle proprie conquiste.

Nel settembre 1656 vi furono nuove elezioni parlamentari e, nonostante i controlli da parte dei generali, vi entrarono non pochi elementi radicali, tanto che il Consiglio di Stato sin dall’inizio dovette espellere quasi cento deputati repubblicani, invisi al Protettore.

Il primo atto di questo Parlamento fu la liquidazione del regime dei generali e la discussione sulla riorganizzazione del potere supremo, in quanto la nobiltà e la borghesia chiedevano a Cromwell di accettare il titolo di re, non essendo previsto dalla giurisprudenza quello di Protettore. Ma vi si oppose la casta militare e, di fronte a ciò, il Parlamento preferì ugualmente attribuirgli dei poteri analoghi a quelli reali, proclamando ereditario per la famiglia di Cromwell il titolo di Protettore.

Venne inoltre riesumata la Camera Alta, composta da non più di 70 e da non meno di 40 membri, nominati a vita dal Protettore. Solo che i deputati, invece di votare nuove tasse per ripianare il grave deficit, avviarono un'interminabile discussione sulle competenze giuridiche della Camera Alta, per cui Cromwell nella primavera del 1658 si affrettò a sciogliere il Parlamento.

A quel tempo l’Inghilterra era già in stato di guerra con la Spagna e aveva molte difficoltà nei mercati esteri. Nel dicembre 1654 era stata inviata nelle Indie Occidentali una spedizione militare, ma, in luogo della progettata conquista di Haiti, gli inglesi dovettero accontentarsi della Giamaica, altra isola spagnola, e di altre azioni corsare, che non contribuirono certo a rimpinguare le casse vuote dello Stato. Non esistevano le premesse perché Cromwell ottenesse la fiducia della città di Londra. La sua improvvisa morte, il 3 settembre 1658, affrettò sicuramente la fine del regime del protettorato.

Suo figlio Richard, proclamato Protettore, non possedendo né talento politico né qualità militari, sin dall’inizio fu uno strumento nelle mani della cricca militare, e non appena entrò in conflitto con quella fu costretto a rinunciare alla sua carica (primavera 1659). E siccome le classi privilegiate temevano che il vuoto di potere avrebbe favorito gli elementi radicali del paese, prepararono una congiura a favore della "legittima dinastia degli Stuart", servendosi del reazionario corpo dei generali.

Interpretando la volontà della grande borghesia e dei circoli della nuova nobiltà, arricchitasi durante la rivoluzione, il generale Monk, comandante delle truppe inglesi in Scozia, alla fine del 1659 marciò contro Londra per mettersi al servizio della borghesia londinese, fautrice della monarchia. Ben presto Monk entrò in trattative dirette con Carlo II (in esilio con la sua corte in Olanda) sulle condizioni della restaurazione monarchica. Il 25 aprile del 1660 si riunì una nuova assemblea costituente, la "Convention", la cui maggioranza era costituita dai Presbiteriani e dai cavalieri. La "Convention" sanzionò il ritorno degli Stuart e un mese dopo Carlo II entrava trionfalmente in Londra.


[10] Nel 1656 James Harrington pubblicò un’opera, Oceana, ove si sosteneva la tesi secondo cui gli scontri degli anni ’40 e ’50 erano divenuti inevitabili per il fatto che i membri della Camera dei Lord avevano visto diminuire di molto la loro ricchezza, mentre la gentry, cioè la piccola nobiltà rurale imborghesita (che sedeva nella Camera dei Comuni), si era andata notevolmente arricchendo, sicché si rendeva indispensabile un riassetto della situazione politica che riflettesse la mutata situazione economica.


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Enrico Galavotti - Homolaicus - Sezione Storia - Moderna
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Aggiornamento: 07/01/2015