Due testimoni a confronto
Questo nostro studio è approdato a un confronto tra le tematiche considerate da Giovanni e Paolo. Ne è scaturito un quadro generale di comunanza di alcuni aspetti e di contrapposizione di altri:
- Giovanni apparteneva chiaramente al movimento che aveva innescato e portato avanti la lotta anti-romana. Era quindi uno zelota e aveva conosciuto bene sia la famiglia ma soprattutto il pensiero di Giuda il Galileo. Giovanni era perciò un testimone della "filosofia" zelota, come la chiamava Giuseppe Flavio (cfr. STORIA - Gli Zeloti alla guida dei rivoltosi ) ma anche delle vicende di quella famiglia di sette fratelli che avevano dato la vita per la causa ebraica (cfr. CRISTIANESIMO - I due testimoni. Una rilettura )
- D'altra parte Paolo si discosta totalmente sia nel modo di pensare che nei racconti di quello che era successo. Quel poco che Paolo conosce di Gesù (cfr. CRISTIANESIMO - La fede nel Gesù di Paolo ) ci fa comprendere che non diffondeva informazioni né sufficienti né corrette rispetto a quello che Giovanni invece conosceva per certo. Inoltre la sua 'filosofia di vita' era agli antipodi rispetto a quella zelota. Ciò si legge soprattutto nel modo in cui il "fedele" doveva vivere nella società: mitezza e bontà sono le doti predilette contro la fermezza e lo zelo patriottico che invece troviamo in Giovanni.
Questa breve sintesi delle ricerche finora effettuate non fa che captare l'attenzione sulla possibilità che Giovanni e Paolo fossero effettivamente in concorrenza tra loro nell'accattivarsi l'attenzione delle comunità a cui si rivolgevano. Vi è da aspettarci che entrambi si presentino come i più veri testimoni della verità storica, cercando di apostrofare, sminuire, in una parola distruggere l'avversario. E, come la psicologia insegna, è proprio dalla persona meno affidabile che ci si aspetterà un continuo ricorrere alla giustificazione delle informazioni diffuse e dell'operato svolto. In questa perversa arte della mistificazione Paolo gioca un ruolo che nessun cattolico riuscirà forse ad accettare, ma che noi non possiamo fare a meno di mettere in luce.
ultima modifica 18/09/04 © 2001 Mac - www.deiricchi.it