HOMOLAICUS - PROVERBI

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LEMMI

PROVERBI TROVATI

MALEDETTA

1

La pecora sul c. . . è benedetta e nella bocca maledetta.

MALEDETTO

1

Febbraio febbraietto, mese corto e maledetto.

2

Maledetto il giovane di cento anni, e benedetto il vecchio di venti.

3

Maledetto il ventre che del pan che mangia non si ricorda niente.

MALEDIRE

1

Chi non può benedire, non puo maledire.

MALESTRO

1

Quando i ragazzi stan cheti, han fatto qualche malestro.

MALI

1

A mali estremi estremi rimedi.

2

Adagio ai mali passi.

3

Ai mali estremi, estremi rimedi.

4

Delizie temporali portano mille mali.

5

E più disperatamente: Ed anche si dice che Specificando i mali guadagni con quest'altro dettato: cioè, far la spia-- Far grippe vale rubare.

6

Gli spaventi sono peggio dei mali.

7

Il pianto non ripara i mali.

8

La povertà è il più leggero di tutti i mali.

9

Le buone parole acconciano i mali fatti.

10

Non tutti i mali vengono per nuocere.

MALIGNO

1

Occhio maligno, alma sventurata.

MALINCONIA

1

Malinconia non paga debito.

2

Nella buona compagnia non ci sta malinconia.

3

Né di tempo né di Signoria, non ti dar malinconia.

4

Para via malinconia, quel ch'ha da essere convien che sia.

5

Scrupoli e malinconia, lontan da casa mia.

MALIZIA

1

Dove non è malizia, non è peccato.

2

Fatta la legge, pensata la malizia.

3

I fanciulli mettono ogni giorno un'oncia di carne e una libbra di malizia.

4

Il semplice sbaglia per ignoranza, il furbo per malizia.

5

L'ignoranza spesso nuoce piú della malizia.

6

La malizia viene avanti gli anni.

7

Lagrime di donne, fontana di malizia.

8

Malizia mai non caccia malizia.

9

Non fu mai guercio senza malizia.

10

Non fu mai villano senza malizia.

11

Ogni bottega la sua malizia.

MALLEVADORE

1

Chi del suo vuol esser signore, non entri mallevadore.

2

Chi entra mallevadore entra pagatore.

MALLEVERÌA

1

Chi vuol sapere quel che il suo sia non faccia malleverìa.

MALO

1

In anno pieno il grano è fieno, in anno malo la paglia vale quanto il grano.

2

Tempra la lingua quando sei turbato, acciò che non ti ponga in malo stato.

MALORA

1

Guai a chi dell'alchimia si innamora, perde il tempo, il cervello, e va in malora.

2

Quando il gallo canta fuor d'ora o vuol piovere, o piove, allora il bel tempo va in malora.

MALVAGIA

1

Bella testa è talvolta una malvagia bestia.

MALVAGIO

1

Non è malvagio eguale a quel che si compiace del far male.

2

Quando vien la sera il malvagio si dispera.

MALVOLENTIERI

1

Quanto più l'uccello è vecchio, tanto più malvolentieri lascia le piume.

MAMMA

1

Babbo e mamma non campano sempre.

2

Casa mia, mamma mia.

3

Chi ha mamma, non pianga.

4

Chi mi fa più di mamma, sì m'inganna.

5

La putela fa la mamma bela. (Veneziano).

6

Mamma mia sempre, ricca o povera che tu sia.

7

Mamma, mamma, chi l'ha la chiama e chi non l'ha la brama.

8

Ognunpane, ma non come mamma.

MAMMELLE

1

L'agnello umile succhia le mammelle della propria madre e quelle degli altri.

MAN

1

Chi se ne sta con una man sopra l'altra, il diavolo balla nel grembiule.

2

Chi si dà in man del ladro, bisogna che se ne fidi a suo dispetto.

3

E' meglio essere di man battuto, che di lingua ferito.

4

Mal beata quella scodella, dove sette man rastella.

5

O sassi o pani, bisogna aver qualcosa in man pei cani.

6

Se mala man non prende, canton di casa rende.

MANCA

1

A buon cavallo non manca sella.

2

A buona volontà non manca facoltà.

3

A chi vuol far del male, non gli manca mai occasione.

4

A donna bianca bellezza non le manca (o per esser bella poco le manca).

5

A roba fatta non manca compratore.

6

A testa bianca spesso cervello manca.

7

A tutti i poeti manca un verso.

8

Al molino (o alla vigna) e alla sposa, manca sempre qualche cosa.

9

Al vecchio non manca mai da raccontare, né al sole né al focolare.

10

Assai è ricco a chi non manca.

11

Chi all'onor suo manca un momento, non vi ripara poi in anni cento.

12

Chi ha del pane, mai non gli manca cane.

13

Chi ha rogna da grattare e moglie da guardare, non gli manca mai da fare.

14

Chi manca a un sol amico, molti ne perde.

15

Dal conto sempre manca il lupo.

16

Dove manca l'inganno, ivi finisce il danno.

17

Dove manca natura arte procura.

18

Godiamo, chè stentar non manca mai.

19

Il pover'uomo non fa mai ben: se muor la vacca, gli avanza il fien; se la vacca scampa, il fien gli manca.

20

Quando duol la scianca, la femmina non manca

21

Quando manca la gatta (o quando la gatta non è in paese) i topi ballano.

22

Salamanca, alcuni sana e ad altri manca.

23

Sant'Antonio dalla barba bianca, se non piove, la neve non manca.

24

Se pazienza ti manca e discrezione, nè buon servo sarai, nè buon padrone.

MANCAMENTI

1

Quando odi altrui mancamenti, chiudi la lingua fra i denti.

MANCAMENTO

1

Chi lascia il vicin per un mancamento, va più in là e ne trova cento.

MANCAN

1

A chi vuole, non mancan modi.

2

Capelli (o peli) e guai non mancan mai.

MANCANO

1

Gli avventori non mancano a casa Dabbene.

MANCANZA

1

In mancanza di cavalli trottano anche gli asini.

MANCARE

1

A chi non piace il vino, il Signore faccia mancare l'acqua.

2

Chi combatte con l'oro e con l'argento, la vittoria non gli può mancare.

MANCHERÀ

1

Non manchi la volontà, che luogo e tempo non mancherà.

MANCHI

1

Non manchi la volontà, che luogo e tempo non mancherà.

MANCINA

1

La dritta è serva della mancina.

MANCÒ

1

A buona lavandaia non mancò mai pietra.

2

Ad orgoglio non mancò mai cordoglio.

3

Ascolta tutti, parla franco, credi a pochi, a te poi manco.

4

Chi più saper si crede, manco intende.

5

Com' più si vede, manco si crede.

6

Dove è manco cuore, ivi è più lingua.

7

Il gioco di bambara, chi più vede manco impara.

8

Loda lo scarpello, attienti al pennello; costa manco, e par più bello.

9

Non mancò giammai da fare a chi ben vuol trafficare.

10

Poca uva, molto vino; poco grano, manco pane.

11

Se si pagasse dazio di parole, e' se n'avrebbe meno e manco.

12

Una berretta manco o più, è un quattrino di carta l'anno, poco ti costano, e amici ti fanno.

MANDA

1

A chi non ha da far Gesù gliene manda.

2

A tela ordita Dio manda il filo.

3

Befania, tutte le feste manda via; e Santa Maria, tutte le ravvia.

4

Chi il tristo manda al mare, non aspetti il suo tornare.

5

Chi resta in casa e manda fuor la moglie, Semina roba e disonor raccoglie.

6

Dio ci manda la carne, e il diavolo i cuochi.

7

Dio manda il freddo secondo i panni.

8

Dio manda l'agnello e poi il suo praticello.

9

Dio manda la neve con la luna.

10

Dio non manda mai bocca, che non mandi cibo.

11

Dio non manda se non quel che si può portare.

12

Il bene va preso quando si può avere (ovvero quando Iddio lo manda).

13

Il potestà nuovo manda via il vecchio.

14

L'altissimo di sopra ne manda la tempesta, l'altissimo di sotto ne mangia quel che resta, e in mezzo a due altissimi restiamo poverissimi.

15

Le saette non son foglie, chi le manda le raccoglie.

16

Lo scritto non si manda in bucato.

MANDALO

1

Quando il corsaro promette messe e cera mandalo in galera.

MANDAN

1

Fiume, grondaia e donna parlatora, mandan l'uom di casa fuora.

MANDANO

1

Le troppe prosperità fanno gli uomini insolenti, e poi gli mandano in rovina.

MANDAR

1

Il vento non è buono che a mandar navi a mulini.

MANDERÀ

1

Non introdur l'asino in sala, che poi ti manderà fuori e della sala e della camera.

MANDI

1

Chi vuol, vada; e chi non vuol, mandi.

2

Chi vuole vada e chi non vuole mandi.

3

Dio non manda mai bocca, che non mandi cibo.

4

Padre che ha figliuoli grandi, fuor li mandi.

MANDORLO

1

Amori di monaca e fiori di mandorlo, presto vengono e presto vanno.

2

Quando il mandorlo non frutta, la samenta si perde tutta.

MANE

1

Assai mane fan presto il pane.

2

Chi ara da sera a mane, d'ogni solco perde un pane.

3

Se vuoi vedere il buon temporale, la mane tramontana e il giorno maestrale

MANEGGI

1

Chi vuol saldar piaga, non la maneggi.

MANEGGIA

1

Chi maneggia il mèle si lecca le dita.

2

Chi maneggia non braveggia.

3

Chi maneggia quel degli altri, non va a letto senza cena.

4

Chi non maneggia, grameggia.

MANEGGIO

1

Non ti maneggio, se non ti pratico.

MANGEREBBE

1

Tal ti fa il bellin bellino che ti mangerebbe il core.

MANGI

1

Chi la fa, la mangi.

2

Chi non piglia uccelli, mangi la civetta.

3

Chi vuol viver sano e lesto, mangi poco e ceni presto.

4

Per la pecora è lo stesso che la mangi il lupo o che la scanni il beccaio.

5

Quando vedi la nespola e tu piangi, ch'ell'è l'ultima frutta che tu mangi.

MANGIA

1

A vecchia che mangia pollastrelli, gli vien voglia di carne salata.

2

Anche un pagliaio è grande, e se lo mangia un asino.

3

Asino che ragghia, mangia poco fieno.

4

Assai digiuna chi mal mangia.

5

Can dell'ortolano, non mangia la lattuga, e non la lascia mangiare agli altri.

6

Cane non mangia cane.

7

Capra giovane mangia il sale, capra vecchia mangia il sale e il sacco.

8

Chi ha vitella in tavola non mangia cipolla.

9

Chi la mattina mangia il tutto, la sera canta il cucco.

10

Chi lo beve (il campo), non lo mangia.

11

Chi mangia aloè, campa gli anni di Noè.

12

Chi mangia il pesce, caca le lische.

13

Chi mangia l'oca alla corte (per fisco), in capo alI'anno caca le penne.

14

Chi mangia la midolla con i denti, mangia la crosta con le gengive.

15

Chi mangia la semenza, caca il pagliaio.

16

Chi mangia la torta del comune, paga lo scotto in piazza.

17

Chi mangia solo, muore solo.

18

Chi non lavora non mangia.

19

Chi non mangia a desco, ha mangiato di fresco.

20

Chi non mangia ha del mangiato.

21

Chi pecora si fa, il lupo se la mangia.

22

Chi pianta datteri non ne mangia.

23

Chi tutto mangia tutto caca.

24

Chi va alla guerra, mangia male e dorme in terra.

25

Chi è vicino alla pignatta, mangia la minestra calda.

26

Col solo grazie non si mangia.

27

Il bue mangia il fieno perché si ricorda che è stato erba.

28

Il corvo piange la pecora e poi la mangia.

29

Il debito mangia giorno e notte.

30

Il Fiorentino mangiapoco e sì pulito, che sempre si conserva l'appetito.

31

Il lupo mangia ogni carne, e lecca la sua.

32

Il ministro di Sicilia rode, quel di Napoli mangia, e quel di Milano divora.

33

Il pesce grosso mangia il minuto.

34

In capo all'anno mangia più il morto che il sano.

35

L'aiuto mangia tutto.

36

L'altissimo di sopra ne manda la tempesta, l'altissimo di sotto ne mangia quel che resta, e in mezzo a due altissimi restiamo poverissimi.

37

L'inverno mangia la primavera e l'estate l'autunno.

38

La bellezza non si mangia (o non si mette in tavola).

39

La giustizia catalana, mangia la pecora e la lana.

40

La mare a mangia, e la fija a s' grata.

41

La ruggine mangia il ferro.

42

Le nazioni smaltiscono diversamente il dolore: il Tedesco lo beve, il Francese lo mangia, lo Spagnolo lo piange, e l'Italiano lo dorme.

43

Lupo affamato mangia pan muffato.

44

Lupo non mangia lupo.

45

Maledetto il ventre che del pan che mangia non si ricorda niente.

46

Melensa è quella mano che non mangia a spese del villano.

47

Meno siamo a tavola, e più si mangia.

48

Pecore contate, il lupo se le mangia

49

Pecore conte, lupo le mangia.

50

Povera quella bocca che mangia con la rocca.

51

Quando il lupo mangia il compagno, creder si dee sterile la compagna.

52

Quando è chiara la marina, mangia, bevi e sta in cucina (piove).

53

Quando è chiara la montagna, mangia, bevi e va in campagna (non piove).

54

Quel che si dona, luce; quel che si mangia, pute.

55

Roba che mangia non si perde.

56

Si mangia per vivere, non si vive per mangiare.

57

Tal susina mangia il padre che allega i denti al figliuolo.

58

Tanto mangia il povero quanto il ricco.

59

Trista quella ca' che mangia quanto ha.

60

Uccellin che mette coda, mangia ogn'ora ogn'ora.


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Homolaicus - Proverbi italiani
L.R. - 2010