HOMOLAICUS - PROVERBI

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LEMMI

PROVERBI TROVATI

UOVA

1

Non si satolla nessuno con l'uova bevute.

UOVO

1

Alle volte si dà un uovo per un bue.

2

D'un uovo bianco pulcin nero.

3

Fiorentini innanzi al fatto; veneziani sul fatto; senesi dopo il fatto; tedeschi alla stalla; francesi alla cucina; spagnoli alla camera; italiani ad ogni cosa; pisantin pesa l'uovo; milanese spanchiarol; veronese cavoso; fiorentin cieco; bolognese matto; mantuan bulhar; ferrarese gambamarze; romagnuolo d'ogni pelo; spagnolo bianco; lombardo rosso; tedesco negro; schiavone piccolo; genovese guercio; veneziano gobbo.

4

Il mal corvo fa mal uovo.

5

L'uovo ne vuol saper più della gallina.

6

Meglio un uovo oggi che una gallina domani.

7

Non v'è uovo che non guazzi.

8

Quando la gallina (o gallina che canta, o che schiamazza) canta ha fatto l'uovo.

9

Tre cose son difficili a fare: cuocere un uovo, fare il letto ad un cane, ed insegnare a un Fiorentino.

10

Val più un buon giorno con un uovo, che un mal'anno con un bue.

URBANO

1

Per sant' Urbano (25 maggio) il frumento è fatto grano (o ha granito).

2

Per Sant'Urbano (25 maggio) tristo quel contadino che ha l'agnello in mano.

URLA

1

Chi più grida (o urla) ha più ragione (o ottiene di più).

2

Chi più urla ha più ragione.

URLARE

1

Chi vive tra lupi, impara a urlare.

USA

1

A chi usa collo zoppo, gli se n'appicca

2

Chi ben non usa cortesia, la guasta.

3

Ciò che s'usa non fa scusa.

4

Non è villano perché in villa stia, ma villano è chi usa villania.

5

Ricchezza poco vale a quel che l'usa male.

6

Usa col buono e sta bene coi cattivi.

USANZA

1

A usanza nuova non correre.

2

Chi cambia terra, dee cambiare usanza.

3

E' assai comune usanza, il credersi persona d'importanza.

4

E' meglio ammazzare uno (o E' meglio ardere una città) che mettere una cattiva usanza.

5

L'usanza è legge.

6

Ogni gravidanza ha la sua usanza.

7

Paese che vai usanza che trovi.

USANZE

1

La legge deve cedere alle usanze e alle circostanze.

2

Le buone usanze van tutte a perdersi.

3

Le buone usanze vanno rispettate.

4

Tanti paesi tante usanze.

USAR

1

Prima d'essere con altri discreto, arrendevole, prima di usar troppo delicatamente seco, guarda ch'egli non ne abusi.

USARE

1

L'educazione la deve usare chi ce l'ha.

2

La pecunia, se la sai usare, è ancella; se no, è donna.

USARLA

1

Bisogna coglierla e usarla.

USCIO

1

Amico riconciliato e non vendicato, è bastone dopo (o dietro) l'uscio.

2

Cani e villani lascian sempre l'uscio aperto.

3

Chi ha buon catenaccio all'uscio non ha paura de' Birri.

4

Chi non l'ha all'uscio l'ha alla finestra.

5

Chi ride del mal d'altrui, ha il suo dietro l'uscio.

6

Dio serra un uscio e apre una finestra.

7

Essere a uscio e bottega.

8

Guarda che tu non lasci la coda nell'uscio.

9

Il peggior (fam. il peggio) passo è quello dell'uscio

10

Meglio un morto in casa che un Pisano all'uscio.

11

Ognuno ha il suo diavolo (o il suo impiccato) all'uscio.

12

Quando l'oste è sull'uscio, l'osteria è vuota.

13

Quando piove e tira vento, serra l'uscio, e statti drento.

14

Se vuoi guardar la casa, fai un uscio solo.

15

Tanto è dir pietra in uscio, come uscio in pietra.

16

Uscio aperto guarda casa.

17

Vuol dire: lasciarsi la sua libertà, ciascuno; fabbricare fra te e l'amico un muro, ma che abbia il suo uscio.

USCIR

1

Chi spera col tor moglie uscir di guai, non avrà ben mai mai mai, mai mai.

2

Dal campo deve uscir la fossa.

USCIRE

1

Aprile, esce la vecchia dal covile; e la giovane non vuole uscire.

2

Uscire di pupillo o dai pupilli.

USI

1

Lascia fare i fusi a quei che sono usi.

USO

1

Alla Certosa è un cert'uso, chi vi va e non ha fretta, tocca un pane e una mezzetta.

2

Chi non è uso a portar le brache, le costure gli danno noja.

3

Chi piglia moglie e non sa l'uso, assottiglia le gambe e allunga il muso.

4

Chi è uso a mercanzia, non sa che guerra sia.

5

Chi è uso al campo, non vada alla corte.

6

Chi è uso alla zappa, non pigli la lancia.

7

Chi è uso alle cipolle, non vada a' pasticci.

8

L'oro non è né buonocattivo, ma tale lo rende chi ne fa uso.

9

L'uso doventa natura.

10

L'uso fa legge.

11

L'uso serve di tetto ai molti abusi.

12

L'uso vince natura.

13

Non c'è lettere senz'uso.

14

Non il denaro, ma l'uso del denaro è lodevole.

15

Non è ricco chi il denaro tiene chiuso, ma chi lo spende per farne buon uso.

16

Nota in figura che qui significa in carne e in ossa: Dante l'usò per effigie.

UTA

1

Uta muta Cananea, pane, pesce, sanguea, uliva e Pasqua fiorita (le domeniche di quaresima).

UTILE

1

Ciò ch'è utile, non è vergogna.

2

L'utile fa pigliar parte.

3

Tanto è l'amore, quanto è l'utile.

UVA

1

Assai pampini, e poca uva.

2

Bella vigna, poca uva.

3

Chi vuole tutta l'uva non ha buon vino.

4

La vigna pampinosa fa poca uva.

5

Poca uva, molto vino; poco grano, manco pane.

6

Quando piove il giorno di San Vito (15 giugno) il prodotto dell'uva va sempre fallito.

7

Settembre, l'uva e il fico pende.

VACCA

1

Chi ha rubato la vacca può rubare il vitello.

2

Chi si lascia mettere in spalla la capra, indi a poco è sforzato a portar la vacca.

3

Da una sola vacca non si cava due pelli.

4

Di vacca non nasce cervo.

5

Il pover'uomo non fa mai ben: se muor la vacca, gli avanza il fien; se la vacca scampa, il fien gli manca.

6

La fortuna è una vacca, a chi mostra il davanti, a chi il di dietro.

7

Quando la vacca tien su il muso, brutto tempo salta suso.

8

Sega l'erba a luna nuova e la vacca al bisogno trova.

VACCHE

1

A San Marco le vacche passano il varco.

2

Ara co' buoi, e semina colle vacche.

3

Chi lavora la terra colle vacche, va al mulino colla pulledra (o colle somare).

4

D'estate ogni buco fa latte, d'inverno nemmen le buone vacche.

5

Incominciano i pascoli, e le vacche danno latte.

VACCI

1

Dai giudici galliziani, vacci coi piedi nelle mani.

2

Quando imbrocca d'aprile, vacci col barile; quando imbrocca di maggio, vacci per assaggio; quando imbrocca di giugno, vacci col pugno.

VADA

1

Chi ha il capo di cera non vada al sole.

2

Chi ha paura, non vada alla guerra.

3

Chi non ha denari non vada al mercato.

4

Chi non ha moneta, non vada all'Impruneta.

5

Chi non ha visaccio, non vada in Palazzo.

6

Chi non sa orare, vada in mare a navigare.

7

Chi vuol ben principiare alcuna cosa, vada al Fiorentino.

8

Chi vuol dell'acqua chiara vada alla fonte.

9

Chi vuol, vada; e chi non vuol, mandi.

10

Chi vuole vada e chi non vuole mandi.

11

Chi è disgraziato, non vada al mercato.

12

Chi è uso al campo, non vada alla corte.

13

Chi è uso alle cipolle, non vada a' pasticci.

14

Chi è vergognoso, vada straccioso.

15

Come l'anguilla ha preso l'amo, bisogna che vada dovtirata.

16

Di marzo, chi non ha scarpe vada scalzo, e chi le ha, le porti un altro po' più in là.

17

Iddio dà l'ali alla formica perché vada più presto.

18

Non si fa piú lunga strada, che quando non si sa dove si vada.

19

Perché vada il carro, bisogna unger le ruote

20

Se vuoi che l'amicizia si mantenga fai che un paniere vada e l'altro venga.

VAGA

1

La fortuna è vaga de' bei tiri.

2

Non fu maivaga rosa che non diventasse un grattaculo

VAGABONDI

1

Paesi fecondi, rendon molti vagabondi.

VAGLI

1

Alla moda vagli dietro.

VAGLIO

1

La donna girellona è acqua in un vaglio.

VAGLION

1

Sanità e libertà vaglion più d'una città.

VAGLIONO

1

Casa di terra, caval d'erba, amico di bocca, non vagliono il piede d'una mosca.

2

Il grano freddo di gennaio, il mal tempo di febbraio, il vento di marzo, le dolci acque di aprile, le guazze di maggio, il buon mieter di giugno, il buon batter di luglio, le tre acque d'agosto con la buona stagione, vagliono più che il tron di Salomone.

3

La fortuna, il fatto, e il destino, non vagliono un quattrino.

4

Mille piacer non vagliono un tormento.

5

Un uomo ne val cento (o mille), e cento non ne vagliono uno.

VAI

1

A credere al compagno vai bel bello.

2

D'aprile non ti scuoprire, di maggio vai adagio, di giugno cavati il codigugno, e se non pare tòrnatelo a infilare; di luglio vattene ignudo.

3

Dimmi con chi vai (o bazzichi o pratichi) e ti dirò chi sei.

4

Ovunque vai, fa' come vedrai.

5

Paese che vai usanza che trovi.

6

Se d'aprile a potar vai, contadino, molt'acqua beverai e poco vino.

7

Se ti trovi dal bisogno stretto, prima che dagli altri vai dal poveretto.

8

Vai al mare, se ben vuoi pescare.

VAIUOLO

1

La madre non può dire che sia suo il figliuolo finché non ha avuto il vaiuolo.

VAL

1

Ben dire val molto, ben fare passa tutto.

2

Bene fatto per paura non val niente e poco dura.

3

Casa che ha il buon vicino, val più qualche fiorino.

4

Donna che regge all'oro, val piu d'un gran tesoro

5

La fama nell'arte val piú dell'oro.

6

La lancia val più delle carte.

7

La pratica val più della grammatica.

8

La prima oliva è oro, la seconda argento, la terza non val niente.

9

La provvidenza val più delle rendite.

10

Lavoro fatto di notte non val tre pere cotte.

11

Non val sapere, a chi fortuna ha contra.

12

Quando il tempo è diritto, non val cantare il picchio.

13

Quando la neve s'inverna in piano, val più il sacco che non vale il grano.

14

Tempo rifatto di notte, se dura un giorno dura troppo (anche non val tre pere cotte).

15

Tempo rimesso (o rifatto) di notte, non val tre pere cotte.

16

Un buon naturale val più di quante lettere sono al mondo.

17

Un buon servitore val più d'un buon padrone.

18

Un uomo ne val cento (o mille), e cento non ne vagliono uno.

19

Val più aver due soldi di minchione che di molti: bravo.

20

Val più avere amici in piazza, che danari nella cassa.

21

Val più la pratica che la grammatica.

22

Val più tacche tacche che Iddio vi aiuti.

23

Val più un amico che cento parenti.

24

Val più un asino vivo che un dottore morto.

25

Val più un buon giorno con un uovo, che un mal'anno con un bue.

26

Val più un moccolo davanti che una torcia di dietro.

27

Val più un pegno nella cassa che fidanza nella piazza.

28

Val più un piacere da farsi che cento di quelli fatti.

29

Val più un pugno di buona vita, che un sacco di sapienza.

30

Val più un testimonio di vista, che mille di udita.

31

Val più un vecchio in un canto che un giovane in un campo.

32

Val più un'acqua tra aprile e maggio, che i buoi con il carro.

33

Val più un'arrabbiata che una bastonata.

34

Val più un'oncia di reputazione che mille libbre d'oro.

35

Val più un'oncia di sorte, che cento libbre di sapere.

36

Val più una berretta che cento cuffie.

37

Val più una buona faccia che un carro di complimenti.

38

Val più una frustata che cento arri là.

39

Val più uno a fare che cento a comandare.

40

Val piú un amico che cento parenti.

VALANGA

1

La bugia é come la valanga; piú rotola, piú s'ingrossa.

VALE

1

A carnevale, ogni scherzo vale.

2

A mal mortalemedicomedicina vale.

3

Alle volte più vale la feccia che il vino.

4

Amico di ventura niente vale e poco dura.

5

Capo senza lingua, non vale una stringa.

6

Cavallo timido nulla vale alla corsa.

7

Chi fa bene per paura, niente vale e poco dura.

8

Chi ha a morir di ghiandosa (peste), non gli vale far casotti in campagna.

9

Chi indura, vale e dura.

10

Chi si sputa addosso, non vale un grosso.

11

Ci sono tre specie di ignoranza: sapere niente, sapere male, sapere quello che non vale.

12

Contro la forza la ragion non vale.

13

Cosa per forza non vale scorza.

14

Di Carnovale ogni scherzo vale.

15

Donna buona vale una corona.

16

Dono di consiglio più vale che d'oro.

17

E più disperatamente: Ed anche si dice che Specificando i mali guadagni con quest'altro dettato: cioè, far la spia-- Far grippe vale rubare.

18

In anno pieno il grano è fieno, in anno malo la paglia vale quanto il grano.

19

In Roma più vale la cortigiana che la donna romana.

20

Ira senza forza, nulla vale.

21

La coscienza vale per mille accusatori e per mille testimoni.

22

La prim'acqua d'aprile vale un carro d'oro con tutto l'assile.

23

La roba va dove vale.

24

Natale in venerdì, vale due poderi: se viene in domenica, vendi i bovi e compa la melica.

25

Non vale levarsi a buon'ora, bisogna aver ventura.

26

Onestà di bocca assai vale e poco costa.

27

Più vale il cuore che il sangue.

28

Più vale il fumo di casa mia che l'arrosto dell'altrui.

29

Più vale l'ultimo che il primo viso.

30

Più vale mestiero che sparviero.

31

Più vale un padre, che cento pedagoghi.

32

Più vale un pan con amore, che un cappone con dolore.

33

Più vale una savia donna filando, che cento triste vegliando.

34

Quando la fame assale, la musica non vale.

35

Quando la libertà non sa difendere se stessa, poco vale.

36

Quando la neve s'inverna in piano, val più il sacco che non vale il grano.

37

Ricchezza poco vale a quel che l'usa male.

38

Se non vi si mette qualche altro numero, nulla vale.

39

Sol di parole amico, non vale un fico.

40

Tanto, a servir chi non conosce, vale chi serve ben, quanto chi serve male.

41

Un buon giorno vale un cattivo mese.

42

Un'oncia di allegria vale piú di una libbra di tristezza.

43

Vale più la cornice che il quadro.

44

Vecchio che non indovina, non vale una sardina.

45

Vin battezzato non vale un fiato.


Indice

Homolaicus - Proverbi italiani
L.R. - 2010